Un tuffo nella Roma di Ben Hur

Una cinquantina di ricostruzioni dal Foro al Teatro di Pompeo, dalla Domus Aurea al Colosseo

Nica Fiori

«Guarda Roma, da romano». Così ci esorta l’imperatore Traiano, munito di occhialetti stereoscopici, nel manifesto della mostra «Immaginare Roma antica», che si tiene ai Mercati di Traiano (ingresso presso la Colonna Traiana, piazza Madonna di Loreto), da oggi al 20 novembre.
Fino a una ventina di anni fa, solo il plastico dell’architetto Italo Gismondi, nel museo della Civiltà romana, ci consentiva di avere un’idea degli edifici antichi. Sulla base di quelle ricostruzioni, venivano venduti dei libretti con le immagini dei ruderi sovrapposte a quelle della città antica. Ma la possibilità di vedere la città a tre dimensioni, e di «navigarvi» a piacere, era ancora un desiderio irrealizzabile. Ora possiamo finalmente soddisfare quel desiderio in questa che è la prima esposizione mondiale di archeologia virtuale: una mostra davvero sui generis che, attraverso sofisticate tecnologie, ci restituisce l’antico nelle varie sfaccettature.
Servendoci della computer grafica, della robotica e di altre tecniche multimediali possiamo vedere, e a volte perfino toccare con mano, la realtà della Roma antica, con una approssimazione abbastanza vicina al vero. Si tratta, in effetti, di una mostra rigorosa dal punto di vista scientifico, ma allo stesso tempo spettacolare e molto adatta a un pubblico giovanile, che si vuole divertire imparando. Sarà probabilmente una delle maggiori attrazioni della Notte bianca, data anche la prestigiosa sede nel cuore della città antica. Nelle postazioni sistemate all’interno delle tabernae del grande emiciclo traianeo, i visitatori diventano protagonisti, interagendo con il computer per scoprire un mondo affascinante che spesso è diverso da come lo avevano immaginato. Come ha fatto notare il professor Eugenio La Rocca, noi siamo abituati a vedere i monumenti estrapolati dal loro contesto originario, con una logica dell’impostazione spaziale ben diversa da quella antica, e con una visione viziata da vecchi film come Ben Hur o Cleopatra, che ci proponevano una città in gran parte falsa». Dal Foro Romano al Teatro di Pompeo, dalla Domus Aurea alla via Appia Antica, dal Colosseo al Pantheon, le possibilità di visita virtuale sono molteplici e in alcuni casi cambiano di giorno in giorno, per dar visibilità a circa 50 applicazioni, provenienti da tutto il mondo.
In mostra, in effetti, non c’è solo Roma. Ci sono ad esempio Pompei, la Grotta dei Cervi di Porto Badisco (Lecce), la spagnola Complutum (detta la città delle ninfe). Viaggiando nel cyberspazio, si ha una visione quasi fantascientifica della Firenze rinascimentale, con puntate a Roma e a Milano. Una sezione apposita è dedicata ai Mercati di Traiano, che saranno presto la sede del Museo dei Fori Imperiali, con un filmato che illustra l’applicazione della teoria matematica delle tassellazioni piane in archeologia, che ha permesso di ricostruire i pavimenti a mosaico delle tabernae.