Tumore al polmone, 10mila fumatori reclutati in Italia per diagnosi precoce

Ricerca nei centri d’eccellenza per favorire la prevenzione. Questa forma neoplastica si scopre solo casualmente in stadio avanzato

Luigi Cucchi

Sono quasi 40mila gli italiani ai quali è diagnosticato ogni anno il tumore al polmone, una delle forme neoplastiche più insidiose che provoca in Europa 350mila decessi. Nonostante il considerevole sviluppo delle metodiche adottate e il miglioramento delle tecniche chirurgiche, nel corso degli ultimi 20 anni la sopravvivenza dei pazienti affetti da carcinoma polmonare è aumentata in misura trascurabile. Purtroppo la diagnosi avviene quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato. Quando si riesce ad intervenire in stadio iniziale, generalmente per un riscontro occasionale, la probabilità di guarigione dopo resezione chirurgica è molto elevata. Un programma di diagnosi precoce basato su strumenti diagnostici sufficientemente accurati può ridurre drasticamente la mortalità per carcinoma polmonare. Gli oncologi ne sono convinti.
La recente introduzione della Tac spirale offre nuove possibilità di intervento: questa metodica permette infatti uno studio del parenchima polmonare ad alta definizione, con livelli di esposizione per il paziente nettamente ridotti rispetto alla Tac convenzionale, costi limitati e rapido tempo di esecuzione. I più recenti studi hanno fornito una indicazione chiara del potenziale beneficio della Tac spirale. È essenziale - sostengono i ricercatori dell’Istituto Tumori di Milano - identificare tra i forti fumatori di età superiore ai 50 anni un sottogruppo di soggetti il cui rischio di tumore è molto più elevato, mediante impiego di marcatori molecolari facilmente misurabili nel sangue o nell'espettorato. I risultati ottenuti nei primi due anni dello studio pilota condotto a Milano su 1035 volontari, a partire dal giugno 2000, già pubblicati su Lancet, confermano la fattibilità ed efficacia di un programma di diagnosi precoce basato sull'uso combinato di Tac spirale, Pet e marcatori molecolari, avendo ottenuto una elevata frequenza di tumori in primo stadio (77%) ed una resecabilità chirurgica globale del 95%.
Sia negli Stati Uniti sia in Europa sono in fase di sviluppo diversi studi randomizzati con l'obiettivo di dimostrare se la Tac spirale sia in grado di ridurre la mortalità per cancro polmonare, e di verificare la reale frequenza di resezioni chirurgiche per patologia benigna e i costi umani ed economici del programma di diagnosi precoce.
L’Istituto nazionale tumori di Milano (Intm) ha avviato uno studio clinico randomizzato multicentrico, coordinato dal dottor Ugo Pastorino, che confronta due diverse intensità di diagnosi precoce del carcinoma polmonare associato o meno ad altre metodiche diagnostiche d'avanguardia e ad un programma di prevenzione primaria per la disassuefazione da fumo. Questo progetto unisce le tecniche di diagnostica per immagine più sensibili con innovativi metodi di analisi patologica e di biologia molecolare in soggetti ad alto rischio, che verranno controllati per dieci anni. Il progetto si sviluppa su una rete nazionale di centri italiani altamente specializzati, che garantiranno un rapido reclutamento della popolazione a rischio (entro dodici mesi) e sosterranno lo studio durante l'intero periodo di dieci anni. È previsto il reclutamento di 10.000 soggetti (forti fumatori, o ex forti fumatori che non abbiano smesso da più di 10 anni, con età compresa tra i 49 e i 75 anni). Questa ricerca prevede l’indagine su due gruppi: uno di controllo sottoposto ad un programma di prevenzione primaria ed a visita pneumologica con valutazione della funzionalità polmonare, ed un secondo sottoposto anche a periodiche Tac spirale e Pet. La diagnosi precoce del tumore polmonare è fondamentale. La prima resezione chirurgica per fini terapeutici, effettuata tempestivamente ad un medico di 48 anni nel 1933, gli consentì di vivere altri 24 anni.