Tumore al seno, un polo romano

Roma all’avanguardia nella diagnosi e nella cura del tumore al seno. Nove strutture sanitarie della città hanno costituito il «Polo romano per il tumore del seno», che ha come obiettivo principale quello di offrire terapie all’avanguardia e professionisti specializzati e aggiornati. Sono molte, ogni anno, le donne romane che si rivolgono a centri fuori regione, soprattutto a Milano, nella convinzione che le strutture capitoline non siano all’altezza di gestire la cura della malattia. Una convinzione errata che, grazie alla nascita del Polo, viene ulteriormente smentita. I nove centri sono il San Giovanni, il San Camillo, il San Filippo Neri, il Sant’Eugenio, il Pertini, il Fatebenefratelli, il San Giuseppe di Albano, il Policlinico Gemelli e l’Università La Sapienza.
Nel Lazio si registrano, ogni anno, 3.400 nuovi casi di tumore al seno, che sempre più spesso colpisce donne con meno di 40 anni. Nel 2003 (secondo gli ultimi dati disponibili) nel Lazio sono state ricoverate per tumore maligno della mammella 6.212 persone, delle quali 6.180 donne e 32 uomini. La fascia d’età più colpita è quella tra i 15 e i 64 anni (3.736 donne e 17 uomini), seguita da quella degli over 65 (2.444 donne e 15 uomini). L’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio, con un programma di screening per il tumore della mammella, ha evidenziato che tra il 1999 e il primo trimestre del 2006 sono state attivate mammografie di controllo che hanno interessato 928.489 donne, attraverso l’invito o l’adesione spontanea. Le Asl di Roma hanno coinvolto 803.790 donne, quella di Viterbo 18.418, 24.745 a Rieti, 44.218 a Latina e 37.318 a Frosinone. Le mammografie effettuate sono state 371.047 (300.524 a Roma e 70.523 nel resto del Lazio) e i richiami per approfondimenti diagnostici sono stati 23.344.
Il «Polo romano per il tumore del seno» (la denominazione esatta è Rome Breast Cancer Study Group) sarà coordinato dai professori Stefano Drago del San Filippo Neri e Lucio Fortunato del San Giovanni. «Al momento - dice Lucio Fortunato, chirurgo oncologo - il Polo è costituito da nove strutture. Al loro interno chirurghi, oncologi, radiologi, radioterapisti, anatomo-patologi, medici nucleari e chirurghi plastici, grazie a corsi di aggiornamento e linee guida comuni, sono in grado di assicurare alle donne che chiedono aiuto la migliore assistenza e competenza, non solo con una chirurgia non demolitiva, ma con terapie adiuvanti sempre più efficaci e mirate».
Il Polo, dunque, è la sintesi dell’impegno multidisciplinare delle singole strutture sanitarie romane. «Il vantaggio per la paziente - spiega ancora Fortunato - è che, rivolgendosi a queste strutture, potrà sempre contare su competenza e aggiornamento, e non si sentirà più costretta da dubbi e incertezze a rivolgersi a centri fuori Roma».