Tunisia, condannato Ben Alì: 15 anni e mezzo per traffico di droga, armi e reperti archeologici

L'ex presidente tunisino, già condannato a 35 anni per appropriazione indebita di beni appartenenti allo Stato, ha subito una nuova condanna in contumacia: da mesi, infatti, ha trovato rifugio in Arabia Saudita

Tunisi - Nuovi guai per l’ex presidente tunisino, Zine El Abidine Ben Ali. E' stato condannato a 15 e mezzo di prigione per detenzione di armi, stupefacenti e reperti archeologici. Lo ha annunciato il tribunale di prima istanza di Tunisi. L’ex capo dello Stato tunisino dovrà anche pagare una multa di 108.000 dinari (circa 54.000 euro) per la vicenda del "palazzo di Cartagine". La pena è stata determinata dal cumulo delle condanne a dieci anni per detenzione di stupefacenti, a cinque anni per le armi trovate nel palazzo presidenziale e a cinque mesi per il possesso di pezzi archeologici. Ben Ali, rifugiato in Arabia saudita, il 20 giugno scorso è stato condannato con la moglie Leila Trabelsi, a 35 anni di reclusione e al pagamento di 45 milioni di euro per sottrazione di fondi.

Ben Alì: processo è una calunnia politica L’ex presidente prima della sentenza aveva definito il processo "inesistente" e frutto di una "calunnia politica". La dichiarazione, secondo quanto riferisce l'agenzia Afp, è stata affidata dall’ex dittatore ad uno dei suoi difensori, l’avvocato libanese Akram Azouri, secondo il quale il procedimento è stato messo in piedi solo per dipingere Ben Ali, davanti all’opinione pubblica, come un trafficante di droga, armi e reperti archeologici.