La Tunisia salva l’Africa in zona Cesarini

Sfida tra cenerentole: dal gol dello Zidane del deserto al 2-2 nei minuti di recupero

Sei minuti thrilling. Tunisia e Arabia Saudita si svegliano un attimo prima del gong e se le suonano di santa ragione. Giustificando il tutto esaurito all’Allianz Arena di Monaco: 66mila spettatori per l’ultima partita della prima giornata. Al Jaber, al suo quarto mondiale da giocatore, 33 anni e pancetta da bancario a dispetto del soprannome altisonante (lo Zidane del deserto) si fa 40 metri di corsa, sbaglia il controllo di destro appena dentro l’area, ma infila con un sinistro incrociato l’altro vecchietto della partita, il portiere tunisino Boumnijel (40 anni già compiuti). Poi porta tutti i compagni sauditi a inginocchiarsi in bandierina per festeggiare. Come aveva già fatto Al Kahtani, all’11’ del secondo tempo, dopo l’esterno destro sotto la traversa con cui aveva siglato il pareggio.
Lemerre, ct dei maghrebini, ha già la faccia da funerale, i suoi nella seconda frazione hanno lasciato grinta e corsa negli spogliatoi, quando al 2’ di recupero Jaziri (già autore del vantaggio nel primo tempo) centra un pallone dalla linea di fondo, il gigantesco centrale difensivo Jaidi sovrasta i colleghi in verde e assesta il punto del 2-2 evitando alle squadre africane l’onta dell’en plein di sconfitte. Tunisia e Arabia si sistemano al secondo posto del girone H, con una lunghezza di vantaggio sull’Ucraina. A Tunisi e Riyhad, per almeno cinque giorni, possono sognare gli ottavi.