Un tunnel di 34 chilometri da Repubblica al Forlanini

Il progetto della circonvallazione interrata aveva già ottenuto il via libera da Albertini: oggi la Moratti deciderà se portarlo avanti

Una circonvallazione interrata sotto la Cerchia dei bastioni per seppellire traffico e smog, gli incubi dei milanesi. Quasi trentaquattro chilometri di gallerie tra tunnel principale, appendici esterne e rampe d’accesso. Profonde 40 metri per evitare problemi alla falda, ai percorsi delle metropolitane, alle fondamenta di palazzi, condomini e monumenti. In tempi di Ecopass un bello spot alla campagna del Comune a favore dell’ambiente. A cui l’ex sindaco Gabriele Albertini, allora anche commissario straordinario al traffico, aveva già dato il via libera considerandola «opera di pubblica utilità». Ora tocca a Letizia Moratti che oggi incontrerà i responsabili di Progetto Bastioni Spa, la società che ha come soci Camera di commercio, Assimpredil e Banca Intesa e sulla carta millimetrata un faraonico progetto che per molti decenni a venire potrebbe cambiare la vita della città. «Risolverà in gran parte i nostri problemi - spiega il presidente Alberto Garocchio - Meno traffico e smog, almeno quello che non dipende dalle caldaie. Sarebbe ora che anche Milano facesse quello che altre grandi città come Madrid o Santiago del Cile hanno già fatto. Questo è il futuro delle metropoli». Rispetto al progetto presentato ad Albertini, spiega l’ingegner Diego Meroni, è stata data risposta ad alcuni quesiti posti dai tecnici con un’analisi del traffico commissionata ad Atm e a uno studio sulla falda geologica stilata dall’università Bicocca.
Tutto sembra essere pronto. «Ora - aggiunge Meroni - gli aspetti tecnici sono risolti. Manca solo la volontà politica e la risposta della Moratti». Che potrebbe arrivare prima del 31 marzo, data di assegnazione dell’Expo 2015. Con il mega tunnel a far da spot per un futuro a basso impatto ambientale. Per di più a costo zero per la comunità. Nemmeno un euro, infatti, della cifra monstre di un miliardo e 830 milioni di euro peserebbe sulla comunità. «Il tunnel si farebbe in project financing - assicura Garocchio - con capitali italiani e stranieri». Privati che, in cambio dell’impegno, riceverebbero l’opera in concessione per 48 anni. Riscuotendo un pedaggio che è stato finalmente fissato a 0,60 euro al chilometro.
Un’altra spesa per gli automobilisti che, però, risparmierebbero un bel po’ di tempo e denaro. Secondo uno studio, infatti, le ore buttate ogni anno nel traffico sarebbero almeno 10 milioni. Che, moltiplicate per il minimo costo orario di un dipendente, fanno oltre 600 milioni di euro. Meno di un quarto, invece, il tempo di percorrenza nell’anello che passerà da 240 secondi al chilometro ad appena 72.
Tre le corsie, due di marcia e una di emergenza, sovrapposte nell’unica galleria che percorrerebbero rispettivamente in senso orario e antiorario. Cinque i metri di altezza, quattordici gli accessi: in viale Forlanini, via XX settembre, via Gattamelata, via Cermenate, viale Molise, viale Corsica, viale Campania, via Domodossola, corso Sempione oltre all’interconnessione con Repubblica. Gli altri accessi lungo i Bastioni. Traffico previsto almeno 100mila veicoli al giorno a una velocità media di 40-50 chilometri all’ora. In assoluta sicurezza, grazie a uscite di emergenza ogni 300 metri con ascensori in grado di funzionare anche in caso di emergenza, controllo con monitor a circuito chiuso e impianti antincendio. Oltre ai camini di ventilazione e depurazione dell’aria. Che tornerebbe pulita in superficie. Lì dove i milanesi respirano.