Con un tunnel entrano in banca: disarmati, rapinano 18mila euro

Nessun dubbio: il piano l’avevano studiato nei minimi dettagli. Veri professionisti della rapina a... mano disarmata. E considerati i risultati, il loro metodo è senz’altro efficace.
L’altro pomeriggio alle 16, i tre banditi arrivano in Via IV Novembre, davanti alla filiale del Monte dei Paschi di Siena, alla frazione Paina di Giussano. Tranquilli ed armati solo di tanta buona volontà i balordi segano la grata che li introduce in un comodo cunicolo che porta direttamente all’interno dell’agenzia di credito.
Il terzetto senza destare sospetti nel giro di pochi minuti apre il varco: il più è fatto. A questo punto, la banda s’infila nel tunnel, arriva negli scantinati e senza troppi patemi sale un paio di rampe di scale e si trova in banca. Proprio dove nel punto dove si erano prefissati d’arrivare: al centro del salone dove sono sistemate le casse.
Prima di «presentarsi» davanti alle vittime con diligenza si sono coperti il volto con un passamontagna. I tre impiegati presenti restano esterrefatti: i rapinatori hanno giocato sull’effetto sorpresa e ai bancari non resta che eseguire gli ordini. Il capo ordina in modo perentorio: «Questa è una rapina. Consegnate i soldi». Non mostra né pistole e neppure un taglierino: basta la parola, come nella circostanza pronunciata con tono minaccioso.
L’impiegato preleva il contante dalla cassa e senza battere ciglio lo consegna nelle mani dei malviventi, che, si può dire hanno agito con una certa classe. In tutto, «prelevano» 18.500 euro in banconote fruscianti, che infilano in una busta di plastica. Prima di guadagnare la fuga chiudono i tre bancari nel bagno. Concluso il colpo, con la stessa calma e seguendo la medesima strada con la quale sono arrivati si volatilizzano. Spariscono.
Intanto i «prigionieri» riescono a liberarsi e fanno scattare il sistema d’allarme collegato con la centrale operativa dei carabinieri di Seregno. Gli uomini del capitano Luigi D’Ambrosio, giungono sul posto, si mettono al lavoro. Ascoltano le testimonianze delle vittime ma gli elementi che riescono a raccogliere sono pochi. Troppo pochi per risalire agli autori della rapina. Nessuno li ha visti in faccia, nessuno sa con che mezzo sono riusciti a dileguarsi, nessuno è in grado di dire se erano italiani o stranieri. Nulla.