Dentro il tunnel della follia il mostro non fa più paura

Uno spettacolo «provocatorio» di Danilo Manfredini che indaga il mondo del disagio mentale

La lettura del disagio attraverso un occhio perfettamente integrato con la vitalità, ma anche con la rabbia e con il dolore dei malati nella psiche, l’interpretazione di una realtà struggente trasposta in una dimensione poetica e amorevole, l’entusiasmo nel proporre alla platea un mondo tutto da scoprire e da valorizzare nella sua diversità: questo è «Il sacro segno dei mostri», lo spettacolo ideato, diretto e interpretato da Danilo Manfredini che, in scena al Teatro dell’Elfo, indaga attorno al mondo del disagio mentale.
La grande sensibilità dell’artista, ancora una volta si dirige verso la lucida analisi, priva di giudizi, ma pregna di emozione di una comunità avvezza a vivere tra incertezze, inquietudini, tra ossessioni e incubi, tra desideri e disillusioni. Dopo la pluriennale esperienza di Manfredini nella conduzione di un laboratorio di pittura in un centro per malati mentali, è maturato nell’artista il desiderio di condividere la ricchezza, umana e artistica, appresa da questa preziosa opportunità. Calcando la scena, circondato da altri sei attori, il rigoroso protagonista di un percorso etico-espressivo molto rigido e attento dà vita all’artista che si immette nel tunnel dei pazienti. «Partendo da una volontà di osservazione degli stati d’animo - racconta l’artista, cremonese di nascita, milanese di adozione - cercando di sottolineare le diversità di percezione da un individuo all’altro, avvalendomi anche del contesto psichiatrico che mi è venuto incontro, ho ideato questo spettacolo. Reduce da un attraversamento purgatoriale ho messo sulla scena i vari atteggiamenti dei malati, fuori dal comune, le loro reazioni che alla maggior parte della gente fanno paura».
Sulla scena, Manfredini, dietro una maschera interpreta l’artista; da dietro il tunnel appare pian piano un mondo che avanza, un mondo di pazienti che si trovano a condividere la loro condizione con l’attore. L’uomo mascherato si specchia nei vari comportamenti di questi figuri che si muovono nei contesti più disparati; la scena diventa così un contenitore che rimanda ai molteplici stati d’animo degli esseri viventi.
Il sacro segno dei mostri
Teatro dell’Elfo
Fino al 17 febbraio.
Informazioni: 02/716791, 02/26681166