Turchia, autobomba esplode a Diyarbakir: quattro morti

La deflagrazione è avvenuta per strada, al passaggio di un autobus militare: oltre 50 feriti. La città è a maggioranza curda, caccia a due militanti Pkk. L'attentato potrebbe essere una risposta alle incursioni di Ankara in Irak

Ankara - Il primo ministro turco Recep Tayyp Erdogan ha reso noto che nell’attentato di oggi a Dyarbakir, principale città della Turchia Sud Orientale, sono morte quattro persone ed altre 52 sono rimaste ferite. Lo riferisce la televisione. Secondo l’agenzia di stampa Anatolia, la deflagrazione sarebbe avvenuta al passaggio di un bus militare di fronte a un hotel a cinque stelle. Le prime ricostruzioni della polizia parlano di un’autobomba: esplosa al passaggio di un bus con a bordo personale militare vicino al Dedeman Hotel, nel distretto di Yenisehir. Tra i feriti ci sono soldati, civili e studenti.

La dinamica Secondo il governatore di Diyarbakir, citato dalla televisione Ntv, i feriti sarebbero 68. L’esplosione, secondo le televisioni, è avvenuta al passaggio di un veicolo militare nel centro della città, a circa cento metri da una base dell’esercito turco. Almeno altre due automobili sono state investite dall’esplosione e si è sviluppato un forte incendio. Tra i feriti figurano alcuni studenti che stavano uscendo da una scuola al momento dell’esplosione. Un agente ha detto che "il posto era pieno di gente". Secondo la televisione, ci sono state alcune esplosioni, una dopo l’altra e la Cnn turca riferisce che l’area è stata isolata per timore di nuovi scoppi.

Si cercano due curdi La polizia turca di Diyarbakir, una città a maggioranza curda, ha accusato dell’attentato i ribelli curdi. Almeno due presunti militanti sono ricercati. L’attacco, che ha mandato in frantumi le finestre dei palazzi attorno al luogo dell’esplosione, potrebbe essere una rappresaglia per gli attacchi aerei turchi contro le postazioni del Partito dei lavoratori curdi (Pkk) nel Kurdistan iracheno. L’attentato di oggi viene dopo che ieri a Istanbul un’esplosione, sempre attribuita ai ribelli curdi, ha provocato il ferimento di due persone.