Turchia, bomba curda nel paradiso dei surfisti Due turisti tra i feriti

da Ankara

Continua in Turchia l’escalation di violenza, che questa volta prende di mira le località turistiche. Ieri, nel primo pomeriggio, una bomba è esplosa nel centro di Çesme provocando il ferimento di venti persone, di cui almeno una è in gravi condizioni. La località turistica sulla costa egea - situata di fronte all’isola greca di Chio e 70 chilometri a sud della città portuale turca di Smirne - è nota per essere uno dei luoghi preferiti dai turisti italiani. Fortunatamente, però, fonti della Farnesina assicurano che nessun nostro connazionale è rimasto coinvolto. Tra i feriti risultano invece due turisti stranieri, un russo e un britannico: si tratta di John Anatolie, 63 anni, e Alexandre Danilik, 44, medicati in ospedale per ferite leggere.
Secondo le autorità turche, l’esplosione sarebbe stata causata da un ordigno piazzato in un cestino dei rifiuti nei pressi di una banca. Un testimone, ferito nell’attentato, ha detto alla polizia di aver visto due giovani di una ventina d’anni deporre un pacco in un bidone della spazzatura una mezz’ora prima dell’esplosione, che è avvenuta alle 13.30 ora italiana (le 11.30 locali), in prossimità della succursale di una banca.
L’attentato è stato rivendicato in serata da un’organizzazione curda, i Falchi della libertà del Kurdistan (Tak). In passato il movimento ribelle curdo ha più volte agito con lo stesso modus operandi, lasciando ordigni esplosivi dentro cestini dell’immondizia. Già il 30 aprile scorso i ribelli avevano fatto esplodere una bomba nella stazione balneare di Kusadasi, uccidendo un poliziotto e ferendone altri due, per «punire» il governo di Ankara, «colpevole», a loro dire, di aver impiegato i proventi economici del turismo contro i curdi.
Ieri la causa curda ha fatto altre vittime e tredici feriti tra i militari turchi nel sud-est del Paese. Stavolta l’attentato è stato compiuto con una mina posta su una strada. L’ordigno è esploso al passaggio di un veicolo militare carico di soldati e diretto alla città di Semdinli, nella provincia di Hakkari, al confine tra Turchia, Irak e Iran. Gli ufficiali di stanza a Semdinli non sono stati finora raggiungibili per commenti.
Recentemente, gli scontri tra ribelli curdi ed esercito turco sono aumentati, soprattutto nella regione sudorientale della Turchia, abitata in grandissima maggioranza da curdi: la settimana scorsa la guerriglia curda aveva fatto esplodere un ordigno comandato a distanza nella provincia sudorientale di Bingol. Il bilancio era stato di sei guardie uccise. Cinque giorni dopo era stata la volta di un treno merci fatto deragliare nella vicina provincia di Erzincan, ma in questo caso non c’erano state vittime.