Turchia, bombardamenti in Irak Truppe sconfinano in Kurdistan

Conferma del vice premier turco: "Usati gli F-16 per colpire le postazioni del Pkk". Poi un'altra ammissione: "I nostri soldati hanno sconfinato per inseguire i ribelli". Ma non è la temuta invazione votata dal parlamento

Ankara - Ai bombardamenti delle forze armate turche contro i "santuari" dei separatisti curdi turchi del Pkk in Nord IraK, domenica scorsa, ha partecipato anche l’aviazione con cacciabombardieri F-16. Lo ha detto un ministro turco, citato oggi dalla stampa nazionale. I bombardamenti sono stati decisi in rappresaglia per un nuovo attacco dei guerriglieri del Pkk contro una unità dell’esercito turco, in cui sono stati uccisi 12 soldati nel sud est dell’Anatolia, a qualche chilometro dalla frontiera irachena. Diversi cacciabombardieri F-16 hanno colpito prima obiettivi situati proprio sulla frontiera, poi sono penetrati fino a 50 km sopra il territorio iracheno per colpire ripetutamente basi dei ribelli, secondo quanto ha detto il vice primo ministro Cemil Cicek citato dal quotidiano Hurriyet. Le forze armate turche hanno detto di aver ucciso in combattimenti a partire da domenica 34 guerriglieri del Pkk.

Sconfinamento in Irak Forze di terra turche hanno inseguito tra domenica e ieri sera, sconfinando in Nord Iraq per circa 20 chilometri, i ribelli curdi del Pkk che avevano attaccato un contingente turco ad Hakkari, uccidendo 12 soldati turchi. Le fonti militari hanno chiarito che questi sconfinamenti per inseguimenti "a caldo", che sono esclusi dall’accordo di sicurezza turco-iracheno firmato a settembre, potranno ripetersi in futuro. Le fonti hanno chiarito che queste azioni non rappresentano l’attuazione di quella incursione massiccia in Nord Iraq, autorizzata il 17 ottobre dal Parlamento turco al fine limitato di distruggere i campi del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) in Nord Iraq, da dove secondo Ankara muovono i ribelli curdi per compiere sanguinose azioni armate in Turchia.

Esercito schierato Dopo diversi attacchi sanguinosi dei separatisti curdi contro soldati turchi, Ankara ha minacciato di fare una vasta operazione contro le basi del Pkk in Iraq settentrionale, una regione autonoma controllata da un governo curdo. Le forze armate hanno schierato 30mila soldati a ridosso del confine con il Kurdistan iracheno, e il parlamento di Ankara ha dato carta bianca al governo del premier Recep Tayyip Erdogan per lanciare, quando lo riterrà opportuno, la minacciata operazione in Iraq settentrionale. Per scongiurare questa eventualità, paventata da Baghdad e da Washington che temono una ancora più grave destabilizzazione dell’Iraq, la diplomazia americana e irachena è freneticamente all’opera da giorni.