La Turchia compra i caccia Usa

Andrea Nativi

da Milano

Non ci volete in Europa, non vi vanno le nostre proposte per risolvere la questione cipriota? Ripensateci, ma intanto noi compriamo americano. Questo è il messaggio che la Turchia, con la riunione del comitato che decide gli acquisti della difesa, ha inviato nelle capitali europee, e in particolare a Roma. La riunione presieduta dal primo ministro Tayyip Erdogan, si è infatti conclusa con l’annuncio della partecipazione della Turchia alla fase di produzione del caccia americano Jsf-F-35, con l’intenzione di acquistare 100 aerei, nonché con il via libera all’acquisto di 30 caccia Usa F-16, che corrispondono a un costo di almeno 1,7 miliardi di dollari.
Quanto alla gara per un nuovo elicottero da combattimento, che vale fino a 2 miliardi di dollari e vede come finalisti AgustaWestland con il suo A-129, contrapposta ai sudafricani di Denel con il Rooivalk, si è deciso l’ennesimo rinvio. Rimandata anche una decisione sull’acquisizione del caccia europeo Eurofighter Typhoon, la cui campagna di commercializzazione in Turchia è responsabilità di Alenia Aeronautica, altra società di Finmeccanica. Se va bene se ne riparlerà dopo le elezioni della prossima primavera, molto più probabilmente si slitterà al 2008. Il primo round però è perduto.
La Turchia è uno dei Paesi europei che più spende per la modernizzazione delle sue forze armate, per un controvalore pari a circa 5 miliardi di dollari all’anno, e in molti casi ha scelto il made in Italy per soddisfare i suoi requisiti. L’Italia è anche il secondo partner commerciale di Ankara dopo la Germania. Ma quando il gioco politico si fa duro, gli acquisti militari diventano una potente arma di pressione. Ne sa qualcosa la Francia, messa all’indice dopo la recente approvazione della controversa legge sul genocidio armeno. E, manco a dirlo, gli Usa, fornitori privilegiati dei generali turchi, sono pronti ad approfittarne, specie ora che l’idea di una divisione dell’Irak con la creazione di un Kurdistan indipendente appare ormai tramontata.