Turchia, dirottamento-farsa Arrestati i due pirati maldestri

Liberi i 130 passeggeri di un aereo in volo da Nicosia a Istanbul

da Ankara

Alla fine sono state solo quattro ore e mezzo di grande paura, ma ieri mattina qualcuno in Turchia ha pensato che il dirottamento dell’aereo Atlas Jet potesse finire male. Il velivolo, partito da Nicosia, a Cipro, e diretto a Istanbul, è stato dirottato poco dopo il decollo. I sequestratori hanno detto di essere legati ad Al Qaida, di parlare solo arabo o inglese, e di aver sequestrato l’aereo per protesta contro gli Stati Uniti. Hanno aggiunto di avere una bomba e di voler andare in Iran.
Dopo l’atterraggio ad Antalya, nel sud della Turchia, per mancanza di carburante, sono stati liberati 130 passeggeri su 136. All’inizio dovevano uscire solo donne e bambini, poi la situazione è sfuggita di mano ai due terroristi e quasi tutti gli occupanti del velivolo, piloti inclusi, sono fuggiti lasciando ai due dirottatori solo quattro passeggeri e tre hostess. Alcuni hanno avuto persino il tempo di far scivolare dal portellone posteriore il proprio bagaglio a mano. La dinamica dei fatti ha fatto sorgere seri dubbi sulla «professionalità» dei due presunti terroristi. L’aereo è stato circondato dai reparti speciali dell’esercito, e da Ankara sono arrivati 20 tiratori scelti. Dopo una trattativa durata tre ore, durante la quale i due dirottatori hanno chiesto un pilota per raggiungere Teheran, si sono arresi spontaneamente. Hanno liberato prima gli ostaggi, poi le hostess e alla fine sono usciti dal velivolo con le mani alzate.
I due giovani che hanno tenuto in scacco la Turchia per quattro ore sono due studenti. Si chiamano Mehmet Resat Özlü, 27 anni, e Mommen Abdül Aziz Talik, 25 anni. Il primo è turco, originario di Sanliurfa, nel sudest del Paese. Il secondo è palestinese con passaporto siriano. Özlü studia lingua e letteratura turca all’Università di Cipro del Nord. Il ministro dell’Interno, Hasan Fehmi Günes, ha reso noto che i due, appena arrestati, hanno chiesto scusa alla nazione turca. Non avevano nessuna bomba, ma erano armati di coltello. C’è anche una terza persona coinvolta, che attualmente viene interrogata dalla polizia. La prima cosa che gli inquirenti vogliono capire è se vi siano o meno legami con l’organizzazione di Osama Bin Laden.
Restano infatti alcuni dubbi di fondo, primo fra tutti perché i controlli di sicurezza non abbiano funzionato e i due studenti abbiano potuto portare un coltello sull’aereo, soprattutto in uno Stato, come la Turchia, particolarmente esposto al rischio terroristico. Poi è da chiarire perché le autorità turco-cipriote abbiano detto in un primo momento che si trattava di due studenti iraniani.
È la seconda volta nel giro di pochi mesi in Turchia che un aereo viene dirottato, sia pure da dilettanti. Lo scorso aprile, un volo della Pegasus Airlines, partito da Diyarbakir e diretto a Istanbul, fu dirottato da Mehmet Göksin, 25 anni. Anche lui voleva andare a Teheran.