Turchia, tra Ecevit e il presidente si acuisce la crisi

Ankara. Cresce in Turchia la tensione tra il presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer e il premier Tayyip Erdogan. All’indomani del duro attacco che Necdet Sezer ha rivolto al governo Erdogan, è arrivata la replica, molto aspra, del vicepresidente del Consiglio, Mehmet Ali Sahin, che è anche esponente del partito di maggioranza Akp, di tendenza islamica. Sezer aveva accusato Erdogan di minare con la sua politica la laicità dello Stato e Sahin, ieri, ha respinto la tesi del presidente. «Egli afferma che la giustizia e l’amministrazione dello Stato sono sotto la minaccia di una spinta reazionaria. Bene: faccia chiaramente i nomi delle persone che secondo lui sono direttamente coinvolte in attività reazionarie. Poi mi inviti a Palazzo e mi informi», ha dichiarato l’esponente dell’Akp. Sahin ha poi sottolineato che Erdogan, leader dell’Akp, pur richiamandosi alla tradizione religiosa, non ha mai perseguito una politica filo-islamica, conducendo anzi tutte le riforme necessarie per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. «Tanto il governo quanto il presidente del Consiglio dei ministri - ha continuato Sahin - ha da sempre come unico obiettivo il perfezionamento della forma democratica dello Stato e tutte le riforme che possono concorrere a questo traguardo». Molto meno diplomatico Faruk Celik, presidente del gruppo parlamentare dell’Akp: le cariche istituzionali, ha detto.