La Turchia in Europa come guardiano del fronte orientale

Gli italiani costruirono il ponte sospeso sul Bosforo, ad Istanbul, che unisce le sponde del Corno d’Oro tra l’Europa e l’Asia. L’arroganza francese, la presunzione e la stupidità europea lo stanno distruggendo. Incoraggiare un Paese a perseguire la democrazia è un conto; imporre l’umiliazione pubblica, a distanza di quasi un secolo, ad un popolo che ha per primo ha combattuto il turbante e il Fetz come simboli di teocrazia è quantomeno, al momento attuale, una forma di cecità strategica politica autolesionista.
Proprio la Francia si erge a pubblico ministero, la Francia che ha dominato gran parte dell’Africa con crudeli misfatti (basta citare l’Algeria) e che, ultimamente, ha allevato in grembo un Khomeini con la scusa di sostituire un dittatore come lo Scià, ma sostanzialmente per eliminare la concorrenza Usa in quell’area. Ho il terrore di dover perdere all’Occidente la terra turca, perché una terra di confine ci sarà sempre: se si perde l’amicizia turca ed il suo coinvolgimento nel processo europeo, si aprono le porte dei Balcani e, francamente, non so chi sia meglio ad avere come guardiano del fronte mediorientale...