In Turchia fioriscono gli hotel di lusso per soli musulmani

da Ankara

Vacanza sì, ma con la benedizione dell'imam. In una Turchia sempre più attaccata alle sue tradizioni ci mancavano solo gli alberghi per musulmani osservanti. Il fenomeno è noto come «haremlik-selamlik». In pratica di tratta di strutture ricettive dove si rispetta la tradizione islamica, con la separazione dei sessi e la totale assenza di bevande alcoliche. A onor del vero, la Turchia non è nuova a queste cure particolari per credenti devoti e nemmeno a stranezze di marca vetero-conservatrice. Basti pensare che qualche mese fa il sindaco di Istanbul, una città che di giorno andrà anche in moschea ma di notte fa ben altro, è finito nell'occhio del ciclone per aver impedito le affissioni pubblicitarie a una ditta che produceva bikini.
Ma con gli alberghi per devoti, l'unico Paese della Mezzaluna a vocazione europea sembra proprio aver battuto tutti i record. Stando al quotidiano Sabah e al periodico Resort, che hanno tirato fuori la notizia, il fenomeno dei pernottamenti «haremlik-selamlik» è in costante aumento da qualche anno, per la precisione dal 2002, quando il premier islamico-moderato Recep Tayyip Erdogan ha vinto le elezioni, conquistando una schiacciante maggioranza in Parlamento. La capitale economica di questo nuovo business è Konya, paradossalmente, nota in tutto il mondo per la essere la città natale del filosofo Mevlana, vissuto nel XIII secolo e vero campione dell'Islam moderato. Qui hanno sede due holding, la Kombassan e la Kamer, che con questa nuova tendenza di costume stanno facendo una marea di soldi. Fra le società interessate, anche la Yimpas, che nel mese di febbraio era passata alle cronache come «holding islamica fantasma» e aveva creato non pochi problemi al governo, accusato dall'opposizione di averla protetta. Di lei non si avevano né bilanci né i membri del consiglio di amministrazione. Né tanto meno si sa come utilizzi le entrate che incamera. In compenso è quotata in Borsa e può lanciare offerte di pubblico acquisto.
Inizialmente, le strutture «haremlik-selamlik» erano distribuite solo sulla fascia costiera e ridotte ad alberghi di piccole dimensioni e pretese. Ma il business è business e gli hotel a due stelle sono stati sostituiti con edifici categoria «lusso». I comfort offerti sono i più svariati. Piscine, spiagge, palestre, impianti termali. Uomini da una parte e le donne dall'altra. In quasi tutti i casi, oltre alla stanza del mescit, c'è anche una moschea dove recarsi il venerdì per sentire la predica dell'imam e naturalmente pregare. Anche il personale degli alberghi è diviso. Nella parte femminile non possono entrare nemmeno gli alti dirigenti della struttura e le inservienti spesso portano il velo islamico. L'unico momento comune, oltre ai pasti, è la registrazione in albergo, poi ognuno per la sua strada. Anche se nel caso delle donne sarebbe più opportuno parlare di prigione. Alcuni hotel, infatti, per rendere la clientela femminile assolutamente invisibile agli occhi altrui ha studiato le soluzioni più fantasiose. Ad Alanya, località turistica nel sud della Turchia, l'Hotel Bera ha messo la piscina delle donne sul tetto.
Al momento in Turchia le strutture in grado di soddisfare i clienti devoti sono circa una trentina, ma la rivista Resort giura che stanno aumentando rapidamente. Il già citato Bera Hotel si definisce la patria delle vacanze alternative. La sua moschea può contenere fino a 1000 persone, è classificato come cinque stelle e per metterci piede bisogna avere un portafoglio fuori dal comune. Il prezzo di una stanza modello basic variano da 100 a 150 euro al giorno. Chi poi vuole stare comodo e alloggiare nella suite, che misura la modica metratura di 400 metri quadrati, deve prepararsi a staccare assegni dal valore di 1200 euro per 24 ore. La Kombassan holding, sua proprietaria, ha fatto sapere di aver investito 40 milioni di dollari nella sua costruzione e di aver stanziato 150 milioni di euro per edificare altre 10 strutture di questo tipo.
A sentire il presidente della Holding, i clienti tipo sono turchi arricchitisi negli ultimi anni che si vogliono godere tutti i privilegi del benessere senza rinunciare a osservare i loro principi religiosi. Ma adesso si punta ad attrarre anche i turisti sauditi e in genere provenienti dai Paesi del Golfo. C'è però chi predica bene e razzola male. Qualche mese fa, infatti, il direttore del quotidiano Vakit, di orientamento islamico era stato fotografato in piscina con tre donne in bikini e senza velo. Più che «haremlik-selamlik», harem e basta.