Turchia, l'Alta Corte "salva" il partito del premier Erdogan

Per un solo voto la Corte costituzionale non scioglie l'Akp, il movimento islamico per la giustizia e lo sviluppo, accusato di attività volte a distruggere l'unità nazionale. Persi i finanziamenti pubblici

Istanbul - L'Akp sopravvive. La Corte Costituzionale turca ha respinto l’istanza di chiusura del partito del premier Erdogan, che però si vedrà decurtati della metà i fondi pubblici. Lo ha detto la tv Ntv. Non sarà messo al bando il partito islamico-moderato per la giustizia e lo sviluppo: la Corte ha dichiarato l`Akp innocente per all'accusa di attività antilaiche e volte a distruggere l'unità nazionale, salvandolo così dalla chiusura. Il partito che fa capo al premier Recep Tayyip Erdogan era stato messo sotto accusa lo scorso 31 marzo dopo un ricorso presentato dal procuratore generale di Ankara, Abdurrahman Yalcinkaya. Il salvataggio dell’Akp passa per un solo voto di più a favore della non chiusura. Sei giudici della Corte hanno votato a favore della chiusura del partito, mentre cinque hanno votato contro. Non è quindi stata raggiunta la maggioranza qualificata di sette voti prevista dalla Costituzione turca per poter disporre la chiusura di un movimento politico.