Turchia, liberato il traghettosequestrato ieri sera dal Pkk

Un blitz delle teste di cuoio turche ha dato l'assalto questa mattina alla nave, tenuta in ostaggio da un attentatore. Nell'operazione è morto il "pirata"

Si conclude senza vittime, escluso il sequestratore, la vicenda del traghetto turco preso in ostaggio ieri da un uomo del Pkk. Il "Kartepe", una barca su cui si trovavano circa 25 persone, compreso l'equipaggio, era stato preso in ostaggio da un terrorista del Partito dei lavoratori del Kurdistan che diceva di avere con sè un ordigno, che avrebbe minacciato di far esplodere se l'equipaggio non avesse obbedito ai suoi ordini. La bomba, secondo una prima fonte, si era poi rivelata falsa.

Il "Kartepe" stava viaggiando da Izmit a Golcuk quando è stato preso in ostaggio, probabilmente nel tentativo di avvicinarsi a Imrali, isola del Mar di Marmara sulla quale sta scontando l'ergastolo il leader del partito, Abdullah Ocalan. L'isola è completamente isolata e nel raggio di cinque miglia da costa vige il divieto di navigare. E inoltre è presidiata da circa un migliaio di uomini.

La situazione è stata sbloccata questa mattina grazie a un blitz delle teste di cuoio turche che è durato solo una decina di minuti e si concluso senza problemi. I militari hanno liberato il traghetto, uccidendo il sequestratore e liberando i passeggeri, che sono stati portati in commissariato per testimoniare sulla vicenda.

Il governo turco ha in seguito confermato l'appartenenza del sequestratore al partito di Ocalan, che inizialmente non era del tutto acclarata. Una dichiarazione del ministro dell'Interno turco, Idris Naim Sahin, ha fatto sapere che il dirottatore era Mensur Guzel, capo dell'ala giovanile del Pkk della provincia di Kocaeli, a nord-ovest della Turchia. L'uomo, nato in una zona a prevalenza curda, si era unito al Pkk nel 2009, dopo avere lasciato l'esercito. Smentendo le prime dichiarazioni, il ministro avrebbe poi confermato la presenza a bordo di circa un chilo e mezzo di esplosivo., diviso su tre cariche di tipo "A-4", ognuna posta in una bottiglia.

Sulla gestione del blitz, Sahin ha poi parlato di un incidente "serio" ma gestito "con successo", vista l'impossibilità di "catturare vivo il terrorista". Nell'indagine relativa al dirottamente sono stati fermati tre sospetti.