La Turchia minaccia ma è senza generali

La Turchia dardeggia il suo terribile broncio: adesso, dopo Israele, c’è un altro Paese, l’Armenia che deve, e subito, porgere le sue scuse a Tayyip Erdogan, il primo ministro del Paese che dal più laico dei paesi islamici sta diventando il più intensamente islamico dei paesi laici. Non lo distrae dal cipiglio il fatto che tutti i suoi generali, compreso il capo di Stato Maggiore Isik Kosaner, si siano appena dimessi per protestare contro l’incredibile, lunga detenzione di 250 alti gradi militari per un supposto complotto contro il potere dell’AK, il partito di Erdogan al potere dal 2003. Erdogan annuncia tranquillo che il consiglio militare supremo si incontrerà lunedì per conferire nuovi in carichi militari. È dubbio che rappresenteranno la solita buona vecchia garanzia democratica. Intanto, dicevamo, Erdogan ha dichiarato che l’Armenia deve scusarsi con la Turchia. Perché? Il presidente Serzh Sarksyan, a uno studente che gli chiedeva se l’Armenia avrebbe mai recuperato i suoi territori occidentali col Monte Ararat, ha risposto: «Il futuro è solo nelle mani dei giovani». Oltraggio. Erdogan ha detto che Sarkisyan riempie la gioventù di odio e che l’affermazione, se non seguiranno scuse, trascinerà gli armeni «nell’oscurità». A Israele ha ripetuto che in mancanza di scuse per la nave Mavi Marmara carica di violenti militanti dell’IHH in rotta per Gaza e che lasciò otto morti nello scontro con gli israeliani, metterà in atto un terribile piano B contro Israele. Si sa, minacciare Israele crea consenso. Ma non sembra proprio chiedere agli armeni, con cui non esistono ancora rapporti diplomatici, di scusarsi, proprio a loro che lamentano un genocidio turco mai riconosciuto dalla Turchia di più di un milione e mezzo di persone. Come non sembra molto sensato che la magistratura turca minacci adesso l’arresto di altri 22 militari. Chissà, senza esercito a pieni ranghi la Turchia potrebbe subire un terribile attacco armeno.