Turchia, nuove truppe al confine con l'Irak: raid aerei

Mentre proseguono i negoziati per disinnescare la crisi scatenata dai separatisti curdi, l'esercito di Ankara si posiziona in assetto di guerra e i caccia militari turchi bombardano le basi del Pkk

Ankara - Si negozia ad Ankara per tentare di disinnescare la crisi scatenata dai ribelli separatisti curdi, ma continuano a soffiare i venti di guerra sui monti al confine tra Turchia ed Iraq. L’esercito di Ankara ammassa truppe alla frontiera tra i due Paesi: nelle ultime ore gli elicotteri hanno trasportato altri soldati sui monti; i Cobra e i caccia militari hanno di nuovo bombardato le basi del Pkk (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan) tanto in territorio turco che iracheno. La Turchia finora ha ammassato oltre 100.00 soldati lungo la catena montuosa al confine con l’Iraq, soldati pronti sferrare un’operazione militare contro le basi dei ribelli separatisti. Secondo l’esercito turco, sono almeno 64 i membri del Pkk uccisi nell’ultima settimana, 261 negli ultimi dieci mesi.

Diplomazia a lavoro Intanto sono in corso ad Ankara i cruciali colloqui turco-iracheni per tentare di evitare un’operazione militare. La Turchia ha detto che la visita della delegazione irachena è "l’ultima opportunità" della diplomazia. Il primo round di negoziati stamane è durato 90 minuti e i colloqui continueranno nel pomeriggio. Una fonte irachena ha definito "positivi" i risultati fin qui acquisiti, mentre per la Turchia le proposte degli iracheni sono ancora "insufficienti"