In Turchia vince la Rossa ma esulta la McLaren: "Siamo come loro"

Massa fa il tris sulla pista di Istanbul. Hamilton: "Senza le tre soste ero davanti". Raikkonen: "Più di così non potevo fare". Domenicali: "Non abbassiamo la guardia"

nostro inviato a Istanbul

«Tre», indica con le dita, «tre» ripete mostrando quella mano dispettosa. «Primo tre volte di fila su questo circuito» perché il re sono io, sembra urlare scendendo dalla sua Rossa e allargando le braccia, perché mamma e papà mi stanno guardando, perché mia moglie è nel paddock, perché, diavolo di un diavolo, se non alzo la voce in pista quel Raikkonen mica lo prendo più.
Felipe Massa, il turco, confenziona per la Ferrari la quarta vittoria dell’anno su cinque gran premi disputati, si regala la soddisfazione di tener dietro Hamilton e il compagno Raikkonen e, finalmente, conquista la certezza che il Cavallino non farà scelte affrettate sull’uomo che dovrà portarlo al mondiale. È lo stesso gran capo della Rossa, Stefano Domenicali, a dirlo un’ora tonda dopo la vittoria: «Noi siamo strafelici per la nostra coppia di piloti, sono due grandi persone che rispettano le regole e si integrano a meraviglia. Siamo contenti per Felipe, siamo contenti di avere due piloti in testa al mondiale. Su chi punteremo in futuro? Su chi andrà più forte in pista, perché questo è il nostro modo di lavorare e pensare. Poi, avanti nella stagione, potremmo anche cambiare atteggiamento ma, adesso, non vedo proprio perché dovremmo mutare approccio».
I numeri confermano: Raikkonen guida con 35 punti, sette in più di Massa ed Hamilton. Significa che il finnico, adesso, comincerà ad avvertire il fiato del compagno sul collo. E non solo. Perché la McLaren-Mercedes è tornata a mordere. Ron Dennis, il patron del team, lo dice a chiare lettere: «Abbiamo dimostrato di essere di nuovo capaci di vincere e Lewis ha fatto una corsa davvero eccezionale, portando a casa il miglior risultato possibile nonostante la scelta obbligata delle tre soste viste le preoccupazioni che avevamo sulla durata delle nostre gomme». E il ragazzo ha dato veramente tutto. Per questo, tolto il casco, continuerà a ripetere «senza le tre soste avremmo vinto, senza le tre soste avremmo trionfato...». Dirà anche un inquietante, per la Ferrari: «Abbiamo definitivamente chiuso il divario di prestazioni che avevamo da loro».
Che ci sia stato il passo in avanti degli avversari emerge anche dalle parole di Domenicali: «Gli avversari sono lì, facciamo bene a mantenere alta la concentrazione, perché non siamo più forti degli altri e il mondiale sarà davvero lungo... Quanto alla scelta delle gomme morbide (la McLaren ha puntato sulle dure, che si sono poi rivelate migliori, ndr) dobbiamo fare tutte le valutazioni del caso, perché il loro ritmo di gara è stato davvero notevole. A noi, però, resta l’interrogativo di come sarebbe potuta essere la gara di Raikkonen senza quel contatto al via...».
Già, il contatto. «Kovalainen è scattato male perché come me si trovava dalla parte sporca della pista – confessa Kimi -; l’ho urtato (nel botto il finlandese della McLaren forerà la gomma, ndr). Così, sia Kubica che Alonso mi hanno passato. Comunque va bene lo stesso, certo, non è stato un gran week end, ho perso dei punti, ma non sono preoccupato, mi rifarò, il campionato è lungo. E poi non so come sarebbe andata la corsa se non avessi rovinato l’alettone nel contatto con Kovalainen... Cambiarlo? Non si poteva, avrebbe richiesto troppo tempo». E quegli ultimi giri quasi incollato ad Hamilton? «Ho anche pensato di attaccarlo, ma non era proprio possibile...» sussurrerà sconsolato il leader del mondiale, perché «McLaren e Ferrari, adesso, sono proprio vicine».
Forse anche per questo gli uomini di rosso vestiti hanno fatto festa ma in modo contenuto. Tutti tranne il vincitore e un signore sui quaranta: il capo meccanico Francesco Uguzzoni. «È la prima volta che vado sul podio e, per questo, ringrazio Domenicali che ha deciso di mandare a ritirare la coppa anche noi meccanici». La Ferrari d’Italia è anche questa. Pari opportunità in pista e fuori.