Del Turco: Angelini "cita" Fassino, che smentisce

L'imprenditore, grande accusatore del governatore, in aula tira in ballo politici nazionali. "L'asse tra Paolini (vice di Del Turco) e Pierangeli (altro imprenditore delle cliniche) era difeso dall'ex segretario dei Ds". Il portavoce: "Falso". Poi dice di aver dato "500mila euro a Fi"

Pescara - Si chiude con il botto l'incidente probatorio in procura. Vincenzo Angelini, il re delle cliniche private abruzzesi, ha tirato in ballo anche Piero Fassino. Durante l'interrogatorio per spiegare quali fossero i suoi guai in Abruzzo l’imprenditore - parlando più in generale del piano sanitario regionale - ha spiegato che esiste un asse tra l’attuale vicepresidente della Regione, Enrico Paolini, e il suo concorrente nella sanità privata Franco Pierangeli. Come ha riferito uno degli indagati uscito dall’aula, Angelini avrebbe spiegato che la coppia Paolini-Pierangeli era protetta a livello nazionale dall’ex segretario dei Ds. Angelini in aula ha detto che ancora oggi subisce danni da questo "asse di potere" e che a lui risulta sempre che il grande sponsor politico della sua concorrenza è Fassino. In aula Angelini ha confermato di aver dato 500 mila euro a Forza Italia, sotto forma di finanziamento al partito, e di una richiesta per una cifra sensibilmente inferiore che gli fu fatta anche da Alleanza Nazionale.

Oltre i confini "Questa è una storia grossa" ha detto Angelini uscendo dall’aula, sostenendo che "travalica i confini abruzzesi". Sul fatto che nella vicenda siano implicati politici nazionali ha preferito non rispondere, mentre sull’implicazione dei servizi segreti ha detto "può darsi". L’imprenditore - che ha ribadito di "avere detto la verità" ai magistrati - ha definito l’intera vicenda "sgradevole, molto brutta, molto dolorosa per me". Ha sottolineato di non aver mai ricevuto minacce fisiche e di essere sempre stato "fisicamente in sicurezza", in questo modo ha fatto intendere che le minacce di cui si era parlato ieri erano figurative e rivolte alla sua attività.

Del Turco "Sono molto più sereno di ieri e di ieri l’altro. Lasciatemi gustare la mia serenità da solo e con i miei avvocati". Si professa tranquillo Ottaviano Del Turco al termine dell’udienza per incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità abruzzese. Sui nomi dei politici nazionali fatti da Angelini durante la deposizione, del Turco ha detto: "Non ho sentito nomi di politici in aula".

Fassino smentisce "Piero Fassino non si è mai occupato di organizzazione sanitaria, né in Abruzzo né altrove. È indecente e inaccettabile che per giustificare i suoi finanziamenti a Forza Italia, il signor Angelini - secondo la ricostruzione di una agenzia di stampa - faccia affermazioni false e prive di qualunque fondamento sul conto dell’on. Fassino, gettando fango su una persona del tutto estranea alle vicende abruzzesi". Lo ha dichiarato Gianni Giovannetti, portavoce di Piero Fassino.

Nessuna tangente L’avvocato Sabatino Ciprietti ha confermato che secondo il suo assistito, Angelini, l’asse Paolini-Pierangeli ha come punto di riferimento politico Fassino, "vicino anche a Ottaviano Del Turco nell’operazione Tosinvest". Ma il legale ha voluto sottolineare come in questo caso le "tangenti non c’entrano niente". "Non si parlava di questo - ha sostenuto Ciprietti -. Il mio assistito ha voluto sottolineare il cartello a lui contrario, anche per dimostrare che i poteri forti ce li avevano gli altri, e che lui era senza appoggi politici". Il riferimento è a uno dei tanti filoni d’inchiesta sulla sanitopoli abruzzese, riguardante una delibera che assegnava 35 posti letto alla clinica San Raffaele di Sulmona di proprietà del gruppo imprenditoriale romano che fa capo alla famiglia Angelucci, titolare anche di quotidiani come Libero e Il Riformista. "Una piccola clinica - ha detto Ciprietti - che, in barba a una delibera che bloccava tutte le assegnazioni, si vide assegnati dalla giunta regionale i posti letto in un caldo agosto tolti di fatto al mio cliente".