«Turco ci prende in giro»

«Il ministro Livia Turco ha decisamente passato il limite della credulità popolare. Sostenere che Cognetti sia stato sostituito dopo la comparazione dei curriculum è un falso. Significa prendere in giro la gente». Tiene ancora banco la vicenda del Regina Elena e l’avvicendamento nel ruolo di direttore scientifico dell’oncologo Francesco Cognetti con l’epidermiologa Paola Muti. A replicare al ministro della Salute («ho ritenuto più idoneo il suo curriculum rispetto a quello di Cognetti», le sue parole lunedì) interviene il senatore Andrea Augello (An).
Senatore, per quale motivo la dichiarazione del ministro sarebbe falsa?
«Semplice, perché a Cognetti nessuno ha chiesto il curriculum. Inoltre non era chiaro nemmeno come ci si potesse proporre per il ruolo di direttore scientifico. Nessuna polemica politica, mi attengo a dati tecnici: il ministro non può aver scelto sulla base di curricula per l’ottima ragione che non ha messo in piedi nessun tipo di procedura in grado di consentire la presentazione dei curricula stessi da parte dei candidati».
Secondo lei Cognetti aveva i requisiti necessari per essere riconfermato?
«Non ho competenze in materia, ma mi sembra che siano stati numerosi gli attestati di stima trasversali da parte della comunità scientifica nazionale e internazionale. Qualcosa vorrà pur dire. Mi sembra scandaloso, inoltre, che a Cognetti non sia stata chiesta neppure una relazione sul suo operato in questi cinque anni».
Viste le polemiche, ritiene utile ora modificare la legge che regola la nomina dei direttori degli Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico)?
«Si può anche metter mano alla legge ma il problema non è questo. Il ministro poteva sì scegliere in autonomia ma poteva anche stabilire una procedura trasparente. Mi spiego, avrebbe potuto affidare la scelta a un comitato di esperti in maniera limpida. Per sostituire una personalità del genere occorreva più rispetto per l’ente in questione e più prudenza nel passaggio di consegne. In questo modo, invece, il ministro ha utilizzato il suo potere fino a rasentare la discrezionalità pura. Cosa che ha messo, tra l’altro, in grossa difficoltà il nuovo direttore scientifico».
A proposito di Paola Muti, la ritiene una buona candidata per questo ruolo?
«Non voglio entrare nel merito. Certamente ha un ottimo curriculum e il suo ritorno in Italia, voluto da Cognetti tra l’altro, è un fatto positivo. Certo adesso la sua posizione non è semplice. Cognetti aveva dalla sua l’esperienza scientifica e una vita lavorativa spesa al Regina Elena. Sostituirlo non sarà facile. Tanto più che la scelta sembra davvero politica. La Turco non aveva intenzione di confermare una nomina fatta dal governo Berlusconi».