Del Turco si è dimesso da governatore

Il presidente della Regione Abruzzo interrogato dal pool di magistrati di Pescara. Il legale: "Rese dichiarazioni a sua discolpa". Il direttore del carcere: "Per lui nessun favoritismo". Del Turco lascia la presidenza della Regione e scrive a Veltroni: "Mi autosospendo dal Pd"

L'Aquila - È durato poco più di un’ora l’interrogatorio del presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco - accusato di avere preso tangenti per la sanità - davanti al pool di magistrati di Pescara, il procuratore capo Nicola Trifuoggi, Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio. Poi, nel pomeriggio, la resa definitiva: Del Turco si dimette dalla presidenza della Regione Abruzzo e si autosospende dal Pd.

Chiesta la revoca dell'arresto Davanti al pool di magistrati di Pescara il presidente dell’Abruzzo ha cominciato a chiarire la sua posizione nell’ambito dell’inchiesta sulla tangentopoli regionale. Al termine dell’interrogatorio di garanzia l’avvocato Milia ha confermato che "il presidente Del Turco ha reso dichiarazioni a sua discolpa, per le quali è stata chiesta la revoca del provvedimento cautelare". Sullo stato di salute di Del Turco, il legale ha aggiunto: "Sta bene, come uno che è in carcere". Sulle possibili dimissioni del presidente Milia ha sottolineato che "si tratta di un problema tecnico da valutare".

Isolamento finito "Decideremo oggi pomeriggio dove collocare il Presidente della Regione. Dovrebbe andare nella sezione dei detenuti comuni, però è una decisione che valuteremo dopo aver ascoltato il gruppo di accoglienza composto dallo psicologo e dall’educatore". Sergio Romice, direttore del carcere di Sulmona, dove è detenuto Ottaviano Del Turco, ha tenuto a sottolineare che non c’è stato nessun favoritismo nei confronti del Governatore nemmeno quando è entrato in carcere e nemmeno nei colloqui che ha avuto con i vari parlamentari arrivati a Sulmona. "Quando i detenuti sono accompagnati dalle forze dell’ordine - ha spiegato - possono entrare direttamente nel carcere, solo chi l’accompagna deve farsi riconoscere una volta all’interno e depositare le armi prima di entrare nel carcere. Per quanto riguarda i parlamentari lo prevede la legge che possano ispezionare in qualsiasi momento la struttura carceraria per verificare le condizioni dei detenuti a maggior ragione la zona di isolamento". Romice ha anche sottolineato la grande correttezza dimostrata da Del Turco in questi tre giorni di detenzione "non ha fatto richieste particolari, anzi è stato tranquillo rispettando quella che è la legge del carcere".

Le dimissione dalla presidenza "Mi dimetto a partire da oggi per la necessità di chiarire la mia posizione senza trascinare l’istituzione regionale in una vertenza giudiziaria. Se ci sono responsabilità sono di natura personale e non collettive". È uno dei passi della lettera che Del Turco ha inviato al presidente del consiglio regionale d’Abruzzo, Marino Roselli: "Si tratta di una decisione compiuta al fine di favorire il funzionamento degli organismi regionali e consentire il programma di rinnovamento concordato con il Governo".

Interrogato l'assessore Boschetti Nel pomeriggio è stato, poi, interrogato nel carcere di Lanciano di Antonio Boschetti, assessore regionale arrestato insieme al governatore Del Turco. E' durato circa un'ora e mezzo l’interrogatorio durante il quale l’assessore regionale si è dichiarato completamente estraneo ai fatti che gli vengonon contestati e ha sottolineato di non aver ricevuto neppure un euro dall’imprenditore Vincenzo Angelini. Boschetti, a cui viene contestata l’associazione a delinquere finalizzata ad una serie di reati, era assistito dall’avvocato Giovanni Cerella che ha chiesto per il suo assistito la revoca della custodia cautelare in carcere o in subordine la concessione degli arresti domiciliari. Il gip si è riservato di decidere nei prossimi giorni.

Gli auguri di Berlusconi A proposito della retata che ha portato all’arresto del governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco e di altri amministratori locali, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi precisa: "Non ho detto che si tratta 'solo di un teorema', non potevo dirlo perché non conosco le accuse. Ho solo espresso l’augurio che si possa arrivare ad una conclusione con l’innocenza degli imputati". Per Berlusconi si è trattato di un "atto di generosità", visto che si tratta di un’amministrazione di centrosinistra: "Non ho colto l’occasione per dire quello che altri a parti invertite avrebbero detto". "La realtà è che ogni cento italiani a processo, cinquanta risultano innocenti".