Del Turco a spasso per Roma pensa alle elezioni

«Ma è lui?». «Sì, sì, è lui». Già, è Ottaviano Del Turco. A passeggio, da solo, per il centro di Roma, nei pressi di Montecitorio. Volto sereno, mani dietro la schiena, l’ex governatore dell’Abruzzo, arrestato a metà luglio dalla Procura di Pescara nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità, attraversa piazza Colonna, dinanzi Palazzo Chigi, poi s’immette su Via del Corso. «Come va?», è la domanda di rito. «Be’, mettiamola così: faccio come i cani, mi riapproprio del mio territorio». Del Turco, con obbligo di dimora nella Capitale, in attesa di sviluppi giudiziari, sorride. Ha voglia di dire la sua. E poco prima della riammissione del listino del Pdl alle prossime elezioni, indette per l’azzeramento proprio della sua giunta, sperava in un «giudice capace di interpretare i regolamenti con l’elasticità necessaria». E poi: «Se fossi un dirigente del Pd invocherei una lettura flessibile, poiché andare al voto senza avversari non è da democratici».