Turigliatto: "No agli scalini di Prodi"

Il senatore di Sinistra critica: "Con lo scalone secco o con gli scalini graduali l’obiettivo comune a tutti
è di innalzare comunque l’età pensionabile e questo non è accettabile"

Roma - «Certo è curioso che Montezemolo, Prodi e Berlusconi siano così preoccupati delle future pensioni dei giovani; compreso Dini, autore di quella controriforma del ’95 che proprio i giovani ha voluto penalizzare. Con lo scalone secco o con gli scalini graduali l’obiettivo comune a tutti costoro è di innalzare comunque l’età pensionabile e questo non è accettabile». Lo dichiara il senatore Franco Turigliatto di Sinistra Critica. «Dalla stampa -aggiunge- sembra ci sia soprattutto un’opposizione parlamentare da destra all’ipotesi avanzata dal ministro del Lavoro, poi corretta da Epifani». «Io da tempo dico che non voto alcun innalzamento dell’età pensionabile, neppure sotto forma dei nuovi scalini preannunciati da Prodi, anche se vi fosse l’accordo di Cgil Cisl Uil. Come per il No alla guerra -prosegue Turigliatto- anche in Parlamento c’è un’opposizione da sinistra e voglio continuare a rispondere ai lavoratori e alle lavoratrici che mi hanno votato». «Non è dell’elenco dei lavori usuranti che abbiamo bisogno, che rischia di essere solo uno strumento di divisione. Abbiamo bisogno innanzi tutto di separazione tra previdenza e assistenza, di cui anche le confederazioni sindacali non si ricordano più, da cui risulterebbe un sistema largamente in equilibrio. È l’ora della mobilitazione, l’unica che può sloccare la situazione di stallo. Bene gli scioperi in corso dei metalmeccanici -conclude Turigliatto- bene lo sciopero dei sindacati di base del 13 luglio».