Turin Brakes, e dal folk inglese nasce il nuovo movimento acustico

Luca Testoni

Turin Brakes. Letteralmente, «Freni di Torino». Un omaggio direttamente da Balham, sud-ovest della provincia di Londra, alla capitale italiana dell'auto. Questa l'idea bizzarra alla base del marchio adottato dal duo formato dai cantanti-chitarristi Ollie Knights e Gale Paridjanian, ospiti domani sera (supporter Hush) al Rainbow di via Besenzanica 3 (ore 21, ingresso 18 euro).
Chi frequenta le «cose di musica» contemporanee, non può non sapere che i Turin Brakes, assieme all'altra coppia norvegese dei King of Convenience, condividono la paternità del «New Acoustic Movement», stile battezzato dalle due band in concomitanza con l'uscita dei loro dischi d'esordio (il piacevole The Optimist per i Turin Brakes), pubblicati dalla stessa casa discografica, l'inglese Source.
Inutile sottolineare come dietro il cosiddetto «Nuovo movimento acustico» di inizio millennio ci siano un'ispirazione che arriva dal folk più che dal rock, una strumentazione prevalentemente acustica e tutta una serie di armonie delicate e poco invadenti. È stato così soprattutto all'inizio. Anche se a partire dal secondo lavoro, Ether Song, i Brakes hanno fatto di tutto per emanciparsi dalla logica delle ballate neo-folk e fin troppo zuccherine. Tendenza in seguito ribadita in occasione del terzo album, JackInABox, uscito la primavera scorsa, col quale hanno leggermente «sporcato» il suono, confezionando un folk-rock dalle suggestioni molto californiane e dalle melodie accattivanti che è (molto) piaciuto anche alle radio di casa nostra. Giusto per puntualizzare, il Jack in a box è quella scatola da cui esce un pupazzo a molla che sorprende chi solleva il coperchio. Così, più o meno, succede proprio per questo nuovo disco, dove la chitarra elettrica assume un ruolo di maggior rilievo finendo per sorprendere ascoltatori (e fan).
Una dozzina di canzoni in tutto (più una traccia fantasma), quelle di JackInABox, incise in una vecchia scuderia riconvertita a studio di registrazione a Brixton, il quartiere popolare a sud di Londra, per esprimere un feeling mai così diretto, leggero, edonista e, se vogliamo, rassicurante.