Il turismo ai tempi della crisi

Crescono le prenotazioni per i viaggi all’estero (+20%) e l’anticipo con cui vengono prenotati. Roma in flessione per i visitatori di Natale e Capodanno rispetto al 2007<br />

La crisi? C’è chi vuole vederla, c’è chi si convince del contrario. E in tempi di magra queste facce apparentemente inconciliabili della stessa medaglia sono il sorprendente bilancio di un settore, quello del turismo, che rappresenta nella nostra economia una voce fondamentale. Ebbene il turismo al tempo della crisi dice che viaggiare piace, sempre e comunque. Il caso Alitalia non ha sconquassato i piani di chi ama vivere con la valigia pronta o chi torna già pensando a dove andrà.

Rispetto al 2007, secondo Expedia, le transazioni sarebbero aumentate del 10% e in vista delle prossime festività di Natale e Capodanno la crescita sarebbe del 5%. Dati confortanti, spia di un benessere che sembra non risentire delle difficoltà, in primo luogo finanziarie, di questi travagliati giorni di fine anno bisestile. Nè sembrano aver generato paure diffuse e timori marcati le emergenze relative al terrorismo, che colpisce indiscriminatamente i luoghi più diversi e più lontani, o le malattie derivanti da cibo non sempre incontaminato o spesso trattato con procedure discutibili. Di certo c’è una maggiore attenzione nello scegliere le proprie destinazioni future, nel tentativo di assicurarsi un prezzo più vantaggioso e competitivo. Abitudine che prende corpo con prenotazioni e programmazioni anticipate di molti mesi proprio in un’ottica più risparmiosa.

Le destinazioni preferite dagli italiani restano però pur sempre le stesse o quasi: l’America la fa da padrona, ieri (inteso come la scorsa estate, dominata da un cambio euro-dollaro decisamente favorevole) come oggi. Le cifre parlano infatti di una progressione del 35% dell’acquisto di viaggi con meta gli Stati Uniti e il Canada. New York, nemmeno a dirlo, è in testa alla graduatoria delle città che maggiormente attraggono i nostri connazionali con il debole per i viaggi. La Grande mela resta la più gettonata e registra un aumento del 40% delle scelte a suo favore mentre un nuovo marcato interesse traspare dalla preferenza accordata a Russia ed Emirati arabi, anche loro in crescita del 40% fra le preferenze degli italiani. Tra le scelte emergenti anche Irlanda e Cina che comincia a esercitare un certo potere di seduzione. E’ proprio verso il Medio Oriente, sempre secondo Expedia, che si prevede, per il futuro, il maggior incremento di preferenze, mentre un classico restano invece le capitali europee, intramontabili nel loro fascino, vicine e veloci da raggiungere. Parigi, Londra, Madrid, Berlino, Praga, Amsterdam, Vienna e Roma il campionario al quale si aggiunge a una Barcellona, non capitale ma comunque metropoli dotata di un’attrattiva considerevole.

Tra tutte è però la Città eterna quella che va in retroguardia. Per queste festività di Natale e Capodanno il calo di presenze sarebbe netto. L’Ente bilaterale del turismo del Lazio ha stimato che nei giorni compresi fra il 23 e il 28 dicembre sono state vendute 95mila camere, il 19,4% in meno rispetto alle 117mila dello stesso periodo del 2007. In calo però pure le presenze, le previsioni parlano di 201.500 persone, anch’esse in calo del 19,5% rispetto allo scorso anno in cui avevano toccato le 250mila unità. Leggermente più alte le cifre del Capodanno, durante il quale si prevedono 298mila presenze (il 17,4% in meno rispetto al 2007) con 140.300 camere vendute (il 15,9% in meno rispetto all’anno scorso). Già, la crisi. Un mostro a mille volti. Ognuno vede quello che può e vuole vedere.