Turismo Per il rilancio modello-Parigi

CUTRUFO Il vicesindaco con delega: «Senza il secondo polo anche Berlino ci supererà nelle presenze E poi più qualità dell’accoglienza»

Turismo romano tra speranze e paura. Le speranze di crescita e i timori di perdere ancora posizioni nella classifica dei flussi turistici. «Senza il secondo polo anche Berlino supererà Roma», il grido d’allarme del vicesindaco con delega al Turismo Mauro Cutrufo, secondo il quale la Capitale ha bisogno di allargare i confini delle attrazioni turistiche proponendo «nei 27 mila ettari e disposizione per il secondo polo parchi a tema, parchi verdi, convegni e fiere, campi da golf e strutture nautico-diportistico-crocieristico». La ricetta è «modernizzare l’offerta turistica, con una nuova organizzazione e un consistente intervento infrastrutturale». Seguendo il modello di Parigi, città già ricca di attrattive turistiche che però ha saputo guardare avanti con i parchi a tema costruiti nei dintorni, che attirano ogni anno «21 milioni di turisti». In questo senso servono nuove infrastrutturee per «raggiungere Parigi nella capacità di accoglienza».
Ecco l’accoglienza. Che a Roma sta cambiando ma non ancora abbastanza. «Il boom delle strutture ricettive extralberghiere a Roma è una realtà di mercato frutto della crisi, per questo stiamo preparando una strategia che miri a un sistema di accoglienza di qualità che faccia salire Roma nella graduatoria delle capitali europee più visitate». L’offerta ricettiva della capitale, aggiornata al 30 aprile 2009 parla di 160.186 posti letto (958 alberghi con 104.782 posti letto con un incremento del 19 per cento di hotel e del 28 per cento di posti letto dal 2001 ad oggi; 59 residence con 7701 posti letto; 5.492 strutture extralberghiere con 38.421 posti letto e 41 strutture all’aria aperta (agriturismo e campeggi) con 9282 posti letto. Ma la vera novità per Roma sono i bed&breakfast e le Case vacanza rispettivamente 1965 (3994 camere con 7911 posti letto) e 2.553 (6040 camere con 11.597 posti letto). Altro problema quello delle infrastrutture. Che penalizzano alcuni siti straordinari. Cutrufo fa l’esempio di Ostia Antica, e definisce addirittura una «vergogna che a visitarla siano in 350mila l’anno contro i 15 milioni di turisti che arrivano a Roma» solo perché è complicato raggiungerla. Infine Cutrufo punta anche su un cambio di abitudini dei turisti, che si fermano troppo poco: «La volontà - dice il vicesindaco - è superare le 2-3 notti di media e arrivare a 4-5 notti come accade a Londra».
Inutile inseguire il mito della «terza notte» secondo Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi, che in parte corregge il tiro rispetto a Cutrufo: «Il modo di fare vacanza è cambiato: si viaggia più spesso per meno tempo ed è inutile inseguire la terza notte. L’unica missione è dare motivazioni per venire a Roma: non ha senso visitar per tre volte il Colosseo. Da questa consapevolezza sono nati, in passato, i grandi eventi, i concerti che attiravano milioni di turisti».