Turista in barca uccisa da un motoscafo

La vittima è una professoressa di Varese. Il marito l’ha vista morire dalla spiaggia

Rino Di Stefano

da Genova

È morta in mare. È morta con il marito in spiaggia, a trecento metri da lei. È stata una tragedia, lo scontro tra due barche avvenuto intorno alle 13 di ieri a circa trecento metri dalla costa ligure, nel tratto tra Santa Margherita e San Michele di Pagana. La vittima si chiamava Rossella Bianchin in Fabbian, 49 anni, di Olona, in provincia di Varese, ed era vice preside dell’Istituto tecnico Don Milani di Tradate. Era sposata e aveva un figlio di 14 anni. In quel momento la professoressa Bianchin si trovava su un Boston Whaler 13, una piccola imbarcazione da tre metri e mezzo con motore fuori bordo, insieme a Domenico Cianci, 49 anni, ex presidente del consiglio comunale di Rapallo per Forza Italia e attuale consigliere comunale, e a sua moglie Fiorenza Tremonini, di 47 anni, rimasta seriamente ferita nell’incidente. Cianci era al timone dell’imbarcazione.
Non si sa esattamente cosa sia accaduto, in quanto sono in corso indagini sulla meccanica dello scontro. Tuttavia, secondo il racconto del tenente di vascello Leonardo Deri, comandante della Capitaneria di Santa Margherita e responsabile dell’inchiesta, ad un certo punto il piccolo Boston Whaler 13 è stato speronato a 90 gradi dal cabinato Rover Marine di nove metri «From Bastida», dotato di due motori da 200 cavalli, alla cui guida si trovava Paolo Maria Blumer, imprenditore milanese di 68 anni, che viaggiava insieme alla moglie e a una coppia di amici. I nomi di questi ultimi non sono stati forniti per motivi di riservatezza.
Il colpo è stato molto forte e la prua del Rover Marine ha squarciato quella del Boston provocando una fenditura di oltre mezzo metro, sul lato dritto. Scaraventati in acqua i tre occupanti della piccola imbarcazione.
È quasi certo che Blumer non abbia visto la barca, anche se i motori del Rover Marine, così come hanno accertato i militari della Capitaneria di porto, erano intorno ai 2400 giri, e quindi il grosso cabinato navigava a circa 15 nodi. «Una velocità non particolarmente sostenuta - spiega il comandante Deri - ma bisogna tener conto della distanza dalla costa e dell’intenso traffico marittimo che in quelle ore si trovava nella zona».
Comunque le condizioni della professoressa Bianchin sono apparse subito gravissime e il decesso è avvenuto infatti poco dopo. Il suo corpo, coperto da un telo verde, è rimasto sul molo di Santa Margherita fino a quando non sono intervenute le autorità sanitarie. Invece un elicottero dei vigili del fuoco ha immediatamente trasportato la signora Tremonini all’ospedale San Martino di Genova dove è stata sottoposta a terapia intensiva per un grave trauma cranico e facciale. La prognosi è riservata. Nello stesso ospedale si trova adesso il marito, anch’egli sottoposto a cure mediche in quanto sotto choc.
All’incidente, avvenuto in un’ora in cui le spiagge della riviera di levante sono molto affollate, hanno assistito centinaia di bagnanti. Secondo gli inquirenti, pare che tra questi ci fosse anche Valentino Fabbian, amministratore delegato della divisione ristorazione Agape della Cremonini e marito della professoressa Bianchin, che avrebbe dunque assistito da terra al tragico scontro.
In attesa di accertare le responsabilità della disgrazia, la Capitaneria di porto di Santa Margherita ha sospeso le patenti nautiche dei due piloti e ha sequestrato entrambi i natanti. Non si esclude il concorso di colpa.