Turista in Ciociaria ma solo per il Genoa

In casa è scoppiata la «Ciociaria-mania». All'improvviso il fidanzato si scopre un cultore della mia terra. Assolutamente falso, il tutto è mirato per vedere il Genoa.
Paradossale ma allettante. In casa è scoppiata la «Ciociaria-mania». La mia terra all'improvviso diventa meta turistica e i miei parenti «l'oggetto del desiderio» del mio fidanzato. Nella perplessità, gioisco. Mi gira intorno carino già da un paio di giorni il vile Roberto (nome del mio promesso sposo), è più accomodante del solito e all'improvviso sogna di partire per Frosinone e di incontrare i miei fratelli e i miei nipotini. Non nego, sono incredula ma non importa, questa volta si parte davvero senza litigi e perplessità. Si perché ogni volta che preparo le valigie, l'amato non smette di sottolineare che tra le mie colline si sente a disagio, che gli manca il mare, sottolineando che siamo un popolo di «caciottari» dove fieno e trattori fanno da padroni. Considerazioni nulle quando si siede a tavola davanti a un bel piatto di pasta con i fagioli, abbacchio nostrano, salami e formaggi accompagnati da un bel bicchiere di vino del contadino. Chiaramente, la coerenza non è il suo forte!
All'improvviso come per incanto dichiara di aver voglia di respirare gli odori della mia terra, di scoprire bellezze storiche come Ferentino, Alatri, Pofi e di rilassarsi alle terme di Fiuggi. Ma soprattutto sente il bisogno di riabbracciare Ludovica, Francesco e Lucrezia (i miei amati nipotini) e di voler trascorrere un po' di tempo anche con Frine, Angela e Antonio (i miei fratelli). Quando parla di far visita ad alcuni miei cugini - che peraltro io non vedo da una vita -, il dubbio mi assale. Cerco di indagare per scoprire a cosa è dovuta questa improvvisa inversione di rotta. Ma lui, vigliaccamente l'ha studiata bene la trasferta. Nascosto tra le mura di casa, con un filo di voce prende accordi, invita a cena e fissa appuntamenti imprecisi. Mi irrigidisco, penso addirittura a un tradimento in corso. Ma niente lui non molla sfilandomi una dietro l'altra una serie di bugie ben confezionate. Consapevole che sono vicina alla verità, molla la presa non rinunciando però al suo obiettivo: lo stadio «Matusa». Ebbene sì, perché quando mi piombano in casa il papà e la sorella dell'ignobile fidanzato, le carte si scoprono. Colpiti anche loro da un'irrefrenabile passione per la mia città si auto-invitano e si dicono pronti a partire. Hanno già organizzato tutto, nei minimi dettagli. Ma dopo pochi minuti, sotto torchio, vuotano il sacco. Sabato pomeriggio gioca Frosinone-Genoa. Ecco svelato l'arcano segreto. E siccome il campo dista esattamente pochi metri da casa mia, tutto torna e il cerchio si chiude. Altro che voglia di arte ciociara e abbracci a nipoti, fratelli e cugini. Il piano, ben studiato, mira soltanto ad ammirare le parabole disegnate sul prato da Leon, e i siluri di Di Vaio. Sicuramente non avrò dato prova di grande scaltrezza nel scoprire il subdolo e diabolico piano del mio amato-odiato fidanzato, ma del resto a tutto pensavo, tranne che alla partita. A questo punto c'è ancora molto da fare. Accuso il colpo... ma covo vendetta…! Sabato non è lontano, la partita neanche, e mentre i colori giallo-blu dello stadio si confonderanno con quelli rosso-blu, qualsiasi tipo di amuleto farà la sua parte. E dopo anni che sento ripetermi che siamo una squadra da «campo di grano» eccoci: muro contro muro, fidanzata contro fidanzato, Frosinone contro Genoa, canarini contro grifoni. Per il momento resto in attesa… consapevole che il resto si deciderà in campo!