Turista ruba metà ombrellone e torna al negozio a reclamare

Troppo feroce il sole a picco sulla testa, e troppo invitante l’ombrellone griffato Naj Oleari, prezzo 35 euro, esposto all’esterno del negozio «Tuttospiaggia», in pieno centro di Albisola Capo. «Non resisto» fa il turista catanese in vacanza sulla riviera ligure di ponente. Detto fatto: un’occhiata in giro, un’altra all’oggetto del desiderio, infine la mano lesta che scatta. Il turista si appropria dell’ombrellone e se lo porta al mare. Ma la sorpresa è in agguato, e si materializza nel momento in cui c’è più bisogno dell’ombra, quando il sole nel cielo è una palla di fuoco: l’uomo, che nel frattempo ha pensato bene di invitare due giovani amiche - «Vedrete che frescura!» - si accorge che manca il bastone da piantare nella sabbia. Altro che frescura: una vera fregatura. E che gaffe con le due amiche, compiacenti sì, ma solo fino a un certo punto! «Ci penso io» dice lui, tranquillo come Lupin. E fa quello che non t’aspetti: torna al negozio, sempre appiccicato alle ragazze, e affronta i titolari (padre e figlia) come «il parente di quella signora che, poco fa, ha comprato l’ombrellone e poi si è accorta che ne mancava un pezzo». Non resta, dunque - sibila il turista di Catania, con fare anche un po’ sprezzante - che sistemare il disguido fornendo cortesemente, ma sollecitamente, il bastone: «Sarò buono - sbotta a un certo punto, in faccia ai due negozianti esterrefatti -. Voi fate presto, e io faccio finta di niente». Il tempo di darsi un pizzicotto per vedere se sono svegli, poi padre e figlia chiamano i carabinieri. Tutto chiarito in un amen, nonostante le rimostranze del turista in siculo stretto. Seguono le denunce: di furto per lui, e di concorso in furto per le due signorine compiacenti. Che la prossima volta - giurano ai militari - se ne staranno in spiaggia: meglio abbronzarsi che fare shopping con quella faccia di bronzo.