Turiste falciate, la rabbia per i domiciliari al «pirata»

«Non posso accettare che un giovane, dopo avere ucciso, investendole, due ragazze sia già agli arresti domiciliari. In questo Paese chi sbaglia deve pagare». Non usa mezzi termini l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, nel commentare la tragedia delle due irlandesi falciate e uccise lunedì notte da un guidatore ubriaco. Ma ieri è stata la giornata delle reazioni a senso unico; la decisione del pm di concedere i domiciliari all’autore dell’incidente mortale mette tutti daccordo sulla necessità di una giustizia più severa. «Nella legge ci sono le condizioni per una giustizia più severa, perché questo non accade mai? - si chiede Giuseppina Cassaniti Mastrojeni, presidente dell’Associazione familiari e vittime della strada (Aifvs) -. I giudici devono applicare una pena congrua, tenendo conto della gravità del danno e del comportamento del reo, prima, durante e dopo il fatto: basta con la sospensione condizionale, che viene sempre applicata in questi casi, ci vuole l’arresto immediato che il giudice deve convalidare per almeno tre mesi e la sospensione della patente per non meno di cinque anni». La vittima, altrimenti, sottolinea la presidente dell’Aifvs, «viene sempre tenuta nel suo ruolo di vittima, viene sempre calpestata nella sua dignità. Bisogna smettere di sottovalutare il reato». L’Associazione Familiari e Vittime della Strada ha già contattato l’Ambasciata irlandese per dare la disponibilità a dare aiuto e sostegno ai familiari delle due ragazze. «La sicurezza stradale - conclude Cassaniti Mastrojeni - non mi è parsa al centro dei programmi elettorali presentati dai diversi partiti: per questo ho anche scritto una lettera a sei candidati premier alle prossime elezioni».
Usa lo stesso tenore Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento dei Consumatori. «Una notizia che ha il sapore della beffa e che aggiunge indignazione all’indignazione. Per quanto tempo ancora dovremo accontentarci di pene troppo blande che non hanno nessun effetto deterrente per i pirati della strada?». «In Italia questo tema è una vera e propria spina nel fianco - rileva Miozzi - e lo confermano i dati sugli incidenti in costante crescita: in drammatico aumento le vittime dovute a guidatori ubriachi e tossicodipendenti. Dopo una tragedia dietro l’altra ci chiediamo quali misure stiano pensando di attuare i partiti politici per arginare una serie di lutti che si verifica quotidianamente sulle nostre strade. Quali strategie avranno messo a punto nei loro programmi per le prossime elezioni?».
Marie Claire Collins e Elizabeth Gubbins erano giunte a Roma lo scorso sabato per trascorrere il ponte di San Patrizio, il patrono dell’Irlanda. Lunedì sera però, dopo aver festeggiato in alcun pub irlandesi del centro storico, la loro vacanza è finita in tragedia mentre ritornavano a piedi verso il loro albergo, in via delle Fornaci, zona San Pietro. Le due turiste irlandesi sarebbero dovute ripartire ieri.
In serata la Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo d’indagine, ha ricevuto il primo rapporto sul grave incidente. Si accinge a chiedere al gip la conferma dell’arresto di Vernarelli, che è agli arresti domiciliari e probabilmente il suo trasferimento nel carcere di Regina Coeli. Il fatto che l’uomo si trovi attualmente agli arresti domiciliari è conseguente alla sua decisione, al momento dell’arresto fatto dai vigili urbani, di non sottoporsi al test alcoolemico.
In mattinata è emerso però quale fosse lo stato di Vernarelli al momento dell’incidente e perciò la sua posizione sarà diversamente valutata. Sulla base del rapporto il pubblico ministero m si accinge a chiedere al gip di rivedere la situazione e dunque adottare i provvedimenti del caso.