Turisti in ansia: «C’è un sospetto sul bus» E chiedono aiuto alla scorta del premier

Prosegue la psicosi attentati. E ieri pomeriggio a Roma quattro turisti hanno lanciato un allarme rivelatosi infondato. Erano a bordo di un bus che viaggiava dalla stazione Termini a San Pietro, e proprio all’altezza di palazzo Grazioli (residenza romana del premier), si sono accorti di avere come compagno di viaggio un arabo che teneva uno zainetto ben stretto tra le braccia. D’istinto si sono precipitati giù dall’autobus, e sono corsi in cerca di forze dell’ordine per raccontare quanto avevano visto: «Un arabo con lo zainetto che continuava a dondolarsi come se stesse pregando». Arrivati in via del Plebiscito i quattro hanno incontrato i primi agenti, casualmente proprio quelli della staffetta dei carabinieri che accompagna il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nei suoi spostamenti. Dopo la descrizione dell’uomo sospetto, il maresciallo ha riferito via radio alla centrale la segnalazione. Ma in pochi minuti è stato comunicato l’«esito negativo» dei controlli sul presunto attentatore. Una vicenda di ormai ordinaria amministrazione. E i turisti hanno ripreso il loro viaggio salendo su un altro autobus per raggiungere San Pietro, meta della loro visita nella capitale.