Turn over bloccato, ospedali a rischio

«Il piano di rientro 2008 è un disastro perché riduce il personale nelle aziende sanitarie». Il segretario regionale della Fials-Confsal, Gianni Romano, lancia l’allarme sulla proposta presentata mercoledì scorso ai sindacati dall’assessore Battaglia. Un piano che prevede, per il prossimo anno, il blocco delle assunzioni nel servizio sanitario regionale con una deroga, limitatamente al 30 per cento del turn-over, su quei posti che si renderanno vacanti per cessazioni dal servizio di personale. «Vale a dire che ogni 100 sanitari che andranno in pensione se ne potranno assumere al massimo 30 - denuncia Romano -. È naturale a questo punto l’apprensione della nostra organizzazione che si chiede se a partire dal 2008 si prevede di assistere i nostri ammalati con meno personale e quindi di ridurre i servizi in favore dell’utenza. Il problema non è di poco conto, secondo i nostri calcoli sono circa 5mila i dipendenti che hanno già maturato i requisiti per andare in pensione».
«Dai cenni superficiali presentati dall’assessore senza alcun dato definitivo certo sulla mole dei servizi socio-assistenziali che verrà tagliata, e per questo ancora più preoccupante - prosegue Romano - è emersa una profonda perplessità visto che alcune accennate decisioni andranno di certo a tradire le aspettative degli operatori sanitari e quelle dei cittadini che s’aspetterebbero una politica sanitaria in loro favore. Tuttavia, anche le proposte che sono state presentante formalmente al tavolo di concertazione con i sindacati per il rientro dal deficit regionale, hanno molti punti oscuri. Difatti il provvedimento sul taglio del 70 per cento del personale che va in pensione lascia però spazio alle assunzioni nel caso si debbano aprire nuovi servizi».
«Invece un’oculata politica del personale richiederebbe - aggiunge il sindacalista - che venga detto a chiare note che per i nuovi servizi debbano essere utilizzati soprattutto medici, infermieri e personale ora impiegati in quelle strutture che il piano di rientro prevede di chiudere. Non vorremmo pagare con nuove tasse regionali il personale che viene posto in mobilità e al contempo, corrispondere lo stipendio ai nuovi assunti nei servizi che dovranno essere aperti. Inoltre aspettiamo chiarezza anche in merito ai fondi contrattuali che, secondo le norme vigenti, costituiscono un “tesoretto” di proprietà dei dipendenti che serve a finanziare le prestazioni aggiuntive, i turni di lavoro e la parte più rilevante dello stipendio della dirigenza medica e amministrativa».
Su queste risorse la Regione non ci può mettere le mani sopra - conclude Romano - anche se l’assessore Battaglia la pensa diversamente, altrimenti saremo costretti a farci promotori di altri ricorsi al Tribunale del lavoro per ottenerne il pagamento, così come è già avvenuto per l’indennità di vacanza contrattuale. Il personale in servizio invece dovrà risultare maggiormente premiato in caso di riduzione dell’organico».