Tursi abbandona in periferia i moli della Genova medievale

Doveva essere parte integrante della nuova piazza Caricamento così disegnata dall’affresco per la città di Renzo Piano nel 1999, una nuova pavimentazione con la ricollocazione degli antichi moli.
Gli antichi moli sono quelli del porto di Genova ritrovati durante gli scavi per il tratto della metropolitana che ha collegato la Darsena con San Giorgio. Là sotto sono tornati alla luce i moli dell’epoca medievale, uno spaccato storico di Genova, cose che in un altro Paese diventerebbero meta per attrazione turistica. La città, invece, ha deciso di abbandonarli in una sorta di discarica abusiva in una aiuola spartitraffico nella zona di San Quirico in Valpolcevera. Neanche lì riescono a fare bella mostra perché i moli tagliati sono stati inscatolati in casse di legno e quindi non visibili. Le casse giacciono lì, con in evidenza ancora il timbro della Sovrintendenza ai beni culturali. «Una situazione intollerabile su cui il Comune non sta dando nessuna risposta- denuncia Franco De Benedictis consigliere comunale della lista Biasotti-. Un anno fa, esattamente il 12 settembre, ho depositato una interpellanza per chiedere chiarimenti alla giunta. Sto ancora aspettando una risposta in merito».
Nell’interpellanza il consigliere arancione chiedeva chiarimenti sulla destinazione finale dei moli auspicando la possibilità di una ricollocazione, anche se su un diverso piano di superficie, delle strutture nella zona di Caricamento, «è assurdo godere di un patrimonio storico- culturale di questo calibro - tuona De Benedictis- e lasciarlo così». Una situazione che è aggravata ancora di più dal fatto che parte di questi moli sono stati anche «prelevati» dai contadini della zona che vi hanno rinforzato i muri a secco che sostengono le fasce dove coltivano.
Non solo ma il degrado è aggravato dal fatto che ci troviamo di fronte ad una sorta di discarica abusiva visto che nella stessa area, proprio a ridosso delle antiche strutture medievali che hanno visto la storia gloriosa della Genova repubblicana, sono accatastati materassi, lavatrici, cucine e spazzatura di ogni tipo. Una discarica abusiva in piena regola proprio a due passi, e non è un modo di dire perché sono realmente due passi, dall’isola ecologica di Amiu dove ogni genovese dovrebbe portare i suoi rifiuti ingombranti da smaltire. Ma questa è un’altra storia. Quella della Genova che fu è dimenticata in un aiuola.