A Tursi anche D’Alema tra i «filosofi» del cibo

«Buono, pulito e giusto»: è il cibo visto attraverso la filosofia di Slow Food e riassunta nel titolo del libro del fondatore e presidente dell'associazione Carlo Petrini, presentato l’altra sera a Genova a Palazzo Tursi. All'incontro, in un salone di rappresentanza gremito, hanno partecipato con l'autore, il presidente dei Ds, Massimo D'Alema, quello della regione Liguria, Claudio Burlando, della Provincia, Alessandro Repetto e il sindaco Giuseppe Pericu. «È un'occasione per ribadire il legame fra Genova e Slow Food - ha detto Burlando -. Un rapporto che spero si consolidi sempre più, anche grazie al coinvolgimento dell'Università». Una passerella per Carlo Petrini e per questo suo volume edito da Einaudi, definito un «manifesto sul cibo», che in 260 pagine traccia un nuovo ritratto del «gastronomo», non più confuso con il goloso, ma descritto come cultore del cibo inteso come piacere, ma prima ancora come diritto di tutti, come rispetto dell'ambiente e della biodiversità e come recupero delle tradizioni. «Il significato di questo libro è mettere la gastronomia al servizio della società e della giustizia nei confronti di chi lavora la terra», ha spiegato l'autore. Carlo Petrini alterna infatti a frammenti autobiografici, riflessioni e proposte concrete fra cui l'educazione al cibo, che dovrebbe avere inizio in età scolare, e la promozione di una visione equa della produzione e del consumo. «Leggendo il libro ho percepito un filo conduttore che mi ha riportato alla fase preparatoria del G8, durante la quale si discusse molto di globalizzaizone - ha sottolineato il sindaco Pericu - e ho percepito il desiderio di ritrovare la cultura del territorio e il recupero di qualcosa che sia non solo buono, ma anche giusto».