Tursi «cede» gli impianti sportivi e finisce al Tar

Fabrizio Graffione

«Il passaggio della proprietà degli impianti sportivi genovesi alla società Sporting è uno scandalo. Si tratta di un patrimonio di oltre 62 milioni di euro che i vertici della nuova spa potrebbero anche vendere senza rendere conto al consiglio comunale. Non esiste la possibilità per la minoranza di controllare, verificare, intervenire, oltre che sull'alienazione del patrimonio, anche sugli affidamenti diretti perchè non ci saranno più gare pubbliche. Insomma, utilizzo e gestione degli impianti sportivi saranno esclusiva di pochi eletti che faranno l'interesse della loro parte senza tenere conto della cittadinanza intera della città. Non è tutto. La Sporting ha uno statuto davvero ampio che gli permette, tra le altre cose, anche di gestire trasporti. Altro che società ad hoc controllata dal Comune e vincolata alle decisioni del consiglio comunale. Non ci sono paletti. Qui si rischia che il Ferraris o gli altri impianti possano essere addirittura venduti quando a contribuire a realizzarli sono stati dal governo alla Regione, ai volontari alle circoscrizioni».
L'opposizione di Tursi è tutta unita contro la «privatizzazione selvaggia» della giunta Pericu e contro la delibera del giugno scorso, che ha assegnato alla società Sporting il patrimonio sportivo comunale e ne ha nominato presidente l'ex consigliere comunale e campione del rugby Marco Bollesan, ed ha presentato un ricorso al Tar. Il documento, datato 29 agosto e presentato ieri a Tursi, è firmato da tutti i consiglieri di minoranza, Remo Benzi, Giovanni Bernabò Brea, Sergio Castellaneta, Giuseppe Cecconi, Giuseppe Costa, Raffaella Della Bianca, Roberto Garbarino, Guido Grillo, Giuseppe Murolo, Renato Nicola Pizio, Aldo Praticò, Emilio Pratolongo, Matteo Rosso, Edoardo Rixi, Remo Viazzi.
«Non è soltanto una questione di allarme per il nostro patrimonio - dicono in coro i consiglieri del centrodestra - ma anche di metodo. Ci siamo impegnati per presentare una delibera e costituire la societò Sporting in modo tale che l'intero consiglio comunale potesse verificare la gestioen degli impianti sportivi. Quando lo scorso giugno è stata portata all'assemblea per la votazione, invece, la giunta ha stravolto il testo permettendoci di valutare la bozza soltanto mezz'oretta prima del voto. Un sistema bulgaro, insomma, che non ha permesso all'opposizione di fare il proprio mestiere. Un metodo sbagliato che inficia la delibera di cui quindi abbiamo chiesto l'annullamento al tribunale amministrativo perchè illeggittima. La legge, infatti, consente la costituzione di questo tipo di società ma con dei paletti precisi che comunque riconducono al consiglio comunale e non certamente soltanto alla giunta. C'è poi la questione delle percentuali di proprietà. Si vuole lasciare il 70 per cento al Comune e il 30 per cento all'Amiu. Una scelta inaccettabile. Speriamo che il Tar ci risponda sollecitamente considerato che il nostro ricorso contro la delibera che prevedeva il voto agli immigrati proposta da Pericu, in due anni e mezzo non ha ancora riccevuto risposte».
In ballo finora ci sono i cinque più importanti impianti sportivi genovesi. Sono il centro polisportivo Lago Figoi, il centro sportivo Villa Gentile, lo stadio Carlini, lo stadio comunale Luigi Ferraris, l'impianto sportivo La Sciorba.
Alle proteste del centrodestra risponde l'assessore comunale allo sport Giorgio Guerello che è stato costretto a riesaminare la questione e che entro fine ottobre promette di portare in consiglio comunale la sua «difesa».
«È tutto regolare - dice Guerello - si è trattata di una delibera molto elaborata. Ci sono state sette riunioni di commissione alle quali hanno partecipato e collaborato, con l'apprezzamento della maggioranza, anche i consiglieri di opposizione. Non capisco quindi il ricorso al Tar. Inoltre finora il Comune è proprietario di Sporting al cento per cento e Amiu non è ancora subentrata per il trenta per cento. Ci sono i cinque impianti sportivi principali genovesi, ma gli altri non sono stati ancora conferiti. I paletti di controllo del consiglio e non soltanto della giunta sono previsti. Comunque entro fine ottobre ho in programma di rispondere in consiglio comunale ai consiglieri di opposizione».