Tursi cerca casa con l’orto agli «sfrattati» della Gronda Vincenzi promette a tutti un appartamento con le stesse caratteristiche di quello lasciato. Ma non sa ancora dove

Un articolo del 7 febbraio era titolato «Gronda; Tursi fa finta di chiedere ai genovesi».
Credo di poter affermare che il detto genovese «Avere la volpe sotto l’ascella» sia ottimo affibbiarlo alla sindaca Vincenzi.
La lettera della Vincenzi al «Caro Riccardo» per rassicurarlo che la Gronda non lo sfratterà, credo dovrebbe essere indirizzata invece agli abitanti e proprietari dei fabbricati di via Lorenzi e zone limitrofe.
Perché la sindaca non parla chiaro anziché promuovere dibattiti e riunioni atteggiandosi a vera democratica per sentire il polso dei suoi cittadini, dicendo pubblicamente che la modifica del tracciato autostradale di circonvallazione di Genova è urgente?
Perché non dice che il ponte Morandi è pericolante? Perché non dice che dopo le prime avvisaglie questo manufatto di sbagliatissimo progetto inaugurato nel 1967 (e non «vecchio» di 67 anni come in un vostro precedente articolo) è continuamente monitorato per la sua stabilità con un rigidissimo protocollo stilato dal Registro italiano navale?
Perché non dire che malgrado i grandi lavori eseguiti, almeno una corsia del ponte è sempre chiusa al traffico con la scusa di lavori in corso?
Credo sia giunto il momento di essere sinceri e aprire gli occhi ai genovesi che non capiscono come mai la Soc. Autostrade si accollerebbe la spesa di fare le due gronde ponente e levante cedendo poi, a pagamento, al Comune la tratta autostradale Nervi-Voltri per il traffico cittadino passando il cerino acceso sulla sicurezza del ponte al Comune. Avremo una superstrada cittadina interrotta sul Polcevera.
La sindaca Vincenzi dovrebbe sapere che dal 1992 la Soc. Autostrade ha nel cassetto, pronto e continuamente aggiornato un progetto per sostituire l’attuale tracciato autostradale da Lavagna a Busalla via Fontanabuona e Busalla Cogoleto via Ceranesi - Piani di Praglia e Turchino.
La Sindaca vuole passare il cerino acceso ai vari comitati anti gronda per la decisione del nuovo tracciato ma dovrebbe invece informare chi ha la casa sotto il ponte Morandi che continuando così gli abitanti andranno a dormire sotto altri ponti.
Ritengo che un gruppo di lavoro, Regione, Provincia, Comune e Soc. Autostrade potrebbe risolvere, chissà anche con aiuti europei il problema della tangenziale del nodo genovese.
Occorre buona volontà e meno demagogia. Se qualcuno può smentirmi sulla stabilità del ponte Morandi è bene accetto.