Tursi chiede mezzo milione. Per i clandestini

(...) il Comune di fronte a un problema di rispetto della legalità per quanto riguarda le persone che potrebbero andare a utilizzare la struttura. Un anno dopo quello stanziamento però l’assessore Franco Miceli si è accorto di aver sbagliato i conti, che il progetto era stato fatto senza tenere presenti le recenti disposizioni antisismiche e senza pensare agli arredi e ai costi di avvio del programma. Insomma, servono altri 585mila euro. Che probabilmente la Compagnia di San Paolo si farà carico di coprire con senso di responsabilità.
«Ma la cosa sconvolgente - interviene il consigliere comunale del Pdl Stefano Balleari - è che il Comune avvii progetti senza neppure avere un’idea reale dei costi. Hanno sbagliato le previsioni di circa il 60 per cento». L’aspetto forse più inquietante riguarda però i destinatari dell’ennesimo investimento. In tempi in cui il Comune annuncia sempre tagli alle famiglie, agli asili, ai servizi essenziali (ovviamente scaricando la colpa sul governo) ci si preoccupa di realizzare strutture per sbandati.
«Extracomunitari clandestini, rom. Sono sempre questi gli obiettivi privilegiati dal Comune - incalza Balleari - Mai una volta che ci si preoccupi prima dei bisogni dei genovesi in difficoltà. La fondazione che offre in maniera benemerita un appoggio indispensabile al Comune, inevitabilmente avrà un budget massimo per le opere benefiche, o per gli interventi strutturali. E oggi il Comune di Genova di fatto toglie a questa fondazione di investire risorse per altri interventi. Purtroppo non mancano le situazioni disperate anche tra i cittadini genovesi regolari, che però non trovano sostegno. Ho in mente il caso di una mamma con una bambina che è ben al di sotto del limite di povertà, non ce la fa davvero ad andare avanti. Mi ha contattato e mi ha detto che i servizi sociali non l’hanno mai aiutata. Ovviamente la colpa sarà della finanziaria che deve ancora essere approvata se finora, per questa donna, il Comune non aveva tempo o soldi».