Tursi: il corteo ci costerà 200mila euro

Marta Vincenzi «promuove» manifestanti e forze dell’ordine: «Per Genova è stata una bella giornata, la fine della paura, e ringrazio prefetto e questore per come l’hanno gestita». Bacchetta però i commercianti: «Ho visto troppe serrande abbassate, non si sono fidati delle nostre rassicurazioni». Il sindaco lo spiega a Palazzo Tursi, un’ora dopo la conclusione del corteo. A chi le chiede quanto sia costato alla città, Marta Vincenzi dice: «Per quanto mi riguarda, un sacco di stress...». Tocca al direttore generale di Tursi, Mariangela Danzì, fare qualche stima: «Trentamila euro in straordinari, altrettanti in pulizia delle strade. Per manifestazioni come questa il Comune, tra un intervento e l’altro, arriva a spendere 200mila euro. Sono i costi della democrazia».
In servizio, ieri, c’erano cento vigili, 60 addetti dell’Amiu. «Le spazzatrici seguivano il corteo - racconta il sindaco - per cominciare subito a ripulire le strade». Dalle 23 sono ricomparsi i cassonetti, tolti per precauzione dalle strade. «Ringrazio il prefetto e il questore per non aver posto barriere al corteo, le forze dell’ordine hanno risposto a chi in questi giorni le mette sotto accusa» racconta ancora il sindaco. In molti (don Gallo compreso) le chiedono se si sia pentita di non aver sfilato con i no global. «Ho fatto quanto potevo perché la manifestazione riuscisse - ribatte Marta Vincenzi-. Ho già spiegato che condividevo solo alcune delle ragioni del corteo, per questo non sono andata».
L’ha seguito dal suo studio, davanti alla tv e in contatto con prefetto e questore. Molti dei suoi assessori (da Tiezzi a Pastorino, da Senesi a Morettini) erano nel corteo, «ma a titolo personale». «In cambio - aggiunge sorridendo il sindaco - li ho obbligati a informarmi in tempo reale con messaggi e chiamate sulla situazione. Il vicesindaco Pissarello e l’assessore Scidone erano negli uffici al Matitone, anche loro vigilando».
La paura, secondo il sindaco, è finita: «Abbiamo smentito i tanti profeti di sventura, chi prevedeva devastazioni e saccheggi. Ora chiederò a Bruxelles che Genova sia scelta come sede di una delle agenzie che si occupano di diritti umani».
Dalla vicina piazza De Ferrari arriva la musica del concerto. «Se ci farò un salto? Certo, come lo farò la mattina dopo per controllare che la pulizia proceda al meglio» aggiunge la Vincenzi, ribadendo che quello di ieri è stato «un punto di svolta per la città». «Ora chiedo alla politica di non trasformare il G8 in uno dei misteri irrisolti d’Italia - insiste- Credo che la Commissione di inchiesta sia lo strumento giusto per fare chiarezza e per questo continuo a chiederne l’istituzione come sindaco che interpreta il sentire collettivo della città». E risponde alle accuse che gli erano state rivolte dal centrodestra per aver autorizzato la manifestazione: «Sono state parole sbagliate e pesanti e spero che le stesse persone possano riconoscere che questo atteggiamento non ha aiutato il clima di serenità. È stato invece positivo chi ha compreso il significato profondo di questo momento per la città».