Tursi e Pd «scippano» al Municipio il merito dell’opera

di Ferruccio Repetti

I lavori li ha voluti e seguiti, giorno dopo giorno, metro dopo metro, il Municipio Centro Est. Che però ha il torto, perbacco!, di essere retto da una maggioranza di centrodestra. Colpa grave, gravissima, evidentemente, per il Comune di Genova a maggioranza di centrosinistra. E comunque motivo più che sufficiente, questo «difetto» di natura politica, per emarginare in qualche modo - cioè: in ogni modo - il parlamentino nella cerimonia di inaugurazione dell’allargamento di via del Lagaccio (cerimonia prevista per stamane, ma rinviata ai prossimi giorni per l’allerta meteo).
E sì perché Tursi, nel celebrare la fine del primo lotto di opere, il tratto dall’ingresso principale della Caserma Gavoglio verso monte, comunque aperto da oggi, si appropria di meriti che sono di altri, e soprattutto del Municipio. Che è stato presieduto da Aldo Siri e oggi ha al vertice Enrico Cimaschi, mister di una squadra di centrodestra non sempre coesa, diciamo così, ma in grado di battersi a fondo per promuovere interventi, come l’allargamento della strada del Lagaccio, indispensabili alla viabilità e non più rinviabili.
Neanche una parola su questo, invece, nel comunicato di Tursi che annuncia il taglio del nastro: sono citati il sindaco Marta Vincenzi, l’assessore Mario Margini, il governatore Claudio Burlando, la Regione che ci ha messo i reconditi «fondi Pic», persino l’Agenzia del Demanio. E neanche una parola sul pregresso e sui promotori dell’opera nel volantino del Gruppo consiliare del Pd: «Al Lagaccio manteniamo gli impegni» sta scritto a caratteri cubitali nel foglio distribuito ai cittadini, a firma del capogruppo Giuliano Bellezza. D’accordo: «È la politica, Bellezza!» vien da dire fin troppo facilmente.
Neppure un accenno, anche in questo caso, al Municipio, che «ci vuole già tutta», ma non è sicuro, che sia invitato alla cerimonia. «Richiamerò l’episodio in consiglio comunale - ammonisce allora il consigliere Giuseppe Costa, Pdl -. Il Comune non può trascurare regole elementari di correttezza istituzionale. Da rispettare comunque». Senza il bisogno di scippare meriti ad alcuno. Neanche se è di centrodestra.