Tursi fa le buche e sbaglia i rattoppi

(...) dei privati e sulle già dissestate casse comunali. Partendo dall’estremo ponente, lungo le vie Voltri, Prà e Pegli e in direzione di Sestri e Cornigliano buche, rattoppi e tombini fanno sentire la loro presenza sotto le ruote. «In molti paesi europei - lamentano molti genovesi - neppure le peggiori nevicate distruggono l’asfalto, che è percorribilissimo senza scossoni. Da noi, al contrario, si asfalta e, dopo poco, bisogna rifare tutto daccapo».
E lungo le strade d’accesso a Cornigliano, Sampierdarena, così come nella Valbisagno e nella Valpolcevera, è un susseguirsi di avallamenti e crepe nell’asfalto che si solleva, lasciando sporgere i tombini, autentica spina nel fianco dei motociclisti. «A differenza delle auto - spiega Alberto, studente universitario - noi che ci spostiamo in scooter siamo più esposti al rischio delle buche e dei tombini sporgenti. Se li urtiamo, sentiamo la ruota anteriore sollevarsi con effetto di sbilanciamento e, anche quando manteniamo il controllo senza cadere, la ruota posteriore fa un sobbalzo che provoca un fastidioso contraccolpo sulla schiena. E la cosa si ripete più volte durante il percorso».
Da via Pacinotti a via Sampierdarena, fino a piazza Barabino e via di Francia, gli inconvenienti si ripetono e non sono pochi gli avallamenti, provocati da lavori stradali e ricoperti in modo approssimativo, che aumentano i contraccolpi sui viaggiatori. Stesso discorso in direzione levante verso Principe e Caricamento. Chiamarle buche, o tappulli in genovese, non cambia la situazione nemmeno in corso Aurelio Saffi e nell’intero quartiere della Foce. In quest’ultimo caso, alcune strade come via Cipro e via Pisacane sono state riasfaltate in questi giorni, ma restano buche all’incrocio con via della Libertà e via Staglieno, sulle quali più di un motociclista ha rischiato la caduta.
In corso Marconi le botole dei tombini non sono nemmeno ben fissate e le auto che le urtano provocano un fracasso infernale. «Per motivi di lavoro viaggio in moto e ho evitato spesso incidenti per puro caso - spiega Massimiliano Morando -. Ma non è andata altrettanto bene al mio mezzo che si è incastrato più volte negli avallamenti degli scavi ricoperti, come fosse un binario da cui è difficile uscire. Gli ammortizzatori posteriori ne sono usciti completamente distrutti appena quattro mesi dopo l’acquisto».
Nella zona della Fiumara l’asfaltatura rifatta da poco mostra inquietanti segni di sbriciolamento, aggravati dalle recenti nevicate. Strade dissestate, con conseguente limite di velocità, anche in Circonvallazione a Monte. Per quanto riguarda i lavori di riasfaltatura, riguardanti anche corso Firenze e via Pieragostini, si procede a macchia di leopardo. Il calendario dell’Aster prevede, infatti, il completamento entro i primi di marzo dei lavori di vico Trau a ponente, di via Lungo Torrente Secca in Valpolcevera e della fresatura e asfaltatura di parte di via Montefasce a levante. Interventi analoghi anche in via Don Minzoni e viale Nazario Sauro.
E proprio a levante, il dissesto del manto stradale con buche, voragini e immancabili tombini sporgenti, tormenta gli automobilisti e le loro sospensioni tra Quarto e Nervi, comprese le grosse buche comparse lungo tutta via Fabrizi, di cui si attende ancora la ricopertura. Ma l’effetto gruviera delle strade si accompagna al problema dei lavori malfatti, denunciato dai genovesi che lamentano, in particolare, le imperfezioni dell’asfalto dopo gli scavi per le reti di telefonia, gas e acqua, lo strato sottile di asfalto che si sbriciola con troppa facilità e gli immancabili rattoppi che non coprono a dovere le buche, ingigantendo gli scossoni e aggravando il rischio di cadute.