Tursi fa infuriare i sindacati

«Ormai siamo al ridicolo. Giuseppe Pericu e il suo vice disertano l’audizione del Carlo Felice, pur essendo membri della fondazione, i sindacati se ne vanno sbattendo la porta, all’ultimo momento Alberto Ghio si presenta e scoppia il putiferio. Così non si può andare avanti». Per Raffella della Bianca, consigliere comunale di Forza Italia, «l'è tutto sbagliato, tutto da rifare», per dirla alla Bartali.
Ieri, commissione Cultura a Tursi incentrata sul caso Carlo Felice, dopo lo sciopero della «Prima» della stagione lirica. All’audizione non si presentano, almeno in un primo momento, i due rappresentanti del Comune, sindaco e vice. Tanto basta per scatenare le proteste furibonde di Cgil, Cisl e Uil che, a differenza delle sigle Snater e Fials, abbandonano polemicamente la sala Rossa. Pochi minuti prima, infatti, il presidente della commissione consiliare Mario Menini, sollecitato da Delogu e della Bianca, firmatari di una lettera con la richiesta d’audizione, aveva riferito una nota del vicesindaco Ghio: «C’è una giunta, non posso partecipare ai lavori della commissione». Di più: chiamato col viva voce dallo stesso Menini, Ghio era stato categorico: «Non posso scendere». Apriti cielo. Sindacati in rivolta, consiglieri sul piede di guerra, l’azzurra Della Bianca che chiede di sospendere la riunione, la sua mozione che però viene bocciata da Ds e Margherita. Fino al colpo di scena (del resto di teatro si tratta): a lungo invocato, Ghio “ritorna vincitor” in sala. Ma la controparte nel frattempo ha levato le tende.
Quindi inutile discutere del piano industriale del Teatro, dei fondi pensione dei lavoratori, dello sciopero. Se ne riparlerà, forse, a gennaio. Salvo nuovi coup de theatre.