Tursi finge di aiutare la polizia. Ma non mantiene neppure il Patto

(...) In effetti di soldi che Tursi dovrebbe tirar fuori per la sicurezza se n’è parlato nella commissione consiliare. In effetti c’erano anche dei poliziotti. In effetti la carenza di materiale indispensabile al lavoro degli agenti è emersa nel faccia a faccia con i politici. In effetti persino l’assessore alla Sicurezza Francesco Scidone ha spiegato che l’intento del Comune è quello di trovare circa 300mila euro per venire incontro alle esigenze delle forze dell’ordine.
Questi gli addendi che, sommati assieme, hanno fatto la notizia. Notizia che il Giornale ha scelto di non pubblicare. Forse perché la somma, così come proposta, non è esatta. Persino la prefettura si è presa la briga di diffondere un comunicato stampa formale che corregge il tiro. Anzi, ribalta tutto. Lo fa «al fine di fornire utili e opportuni chiarimenti a quanto emerso». E «precisa che gli stanziamenti finanziari dell’amministrazione comunale a favore delle forze dell’ordine a cui si è fatto riferimento si inseriscono nel quadro complessivo degli appositi stanziamenti regionali per l’anno 2008». Cioè quei soldi non sono nulla di straordinario, nessun bel gesto. Sono soldi che il Comune deve dare e che anzi non ha ancora dato. C’è di più. Tursi può raccontare quel che vuole ai poliziotti, ma certo non ha potere di decidere di usare quei soldi per comprare computer o scooter, o qualsiasi altro oggetto. «Le modalità più opportune di utilizzo dei predetti fondi verrà concordata - aggiunge ancora la prefettura ribadendo la propria autorità - a seguito di attenta valutazione, in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica».
Ma così allora dove sta la notizia? Forse nel fatto che il Comune non ha ancora pagato quanto deve? Forse che se mancano risorse non si può sempre e solo dare la colpa al governo? Forse che non si può sindacare sulle ronde sì - ronde no se almeno prima non si onorano i debiti? Un altro quotidiano, il Corriere Mercantile sempre molto attento e prodigo di spazio a tutte le notizie di cronaca, questa storia del Tursi la rifila nella metà bassa di una pagina interna. Anzi, la notizia delle spese pagate dal Comune proprio no la dà, perché spiega che i soldi «devono ancora arrivare» e che farebbero peraltro parte del patto per la sicurezza che il Comune ha sottoscritto e sbandierato, ma non onorato. Che è cosa un po’ diversa. O forse maledettamente uguale a quanto il Giornale ha più volte denunciato in fatto dei bluff di Marta Vincenzi in tema di patto per la sicurezza.