A Tursi hanno il tempo per prendere il gettone non per il Terzo valico

(...) diritto e pure esen-spese. Anche perché il posteggio per l'auto privata nell'isola azzurra o il tragitto in bus per andare a «lavorare» glieli paghiamo noialtri con Imu e gabelle varie.
«Dalle 14 alle 15 abbiamo discusso quattro art. 54 dei ben 94 documenti presentati, cioè si sono trattate quelle interrogazioni a risposta immediata su qualità della scuola pubblica, protezione civile, cinema Eden a Pegli, traffico in via Montaldo - spiega il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello - è vero che dalle 15 si è cominciato a trattare l'unico ordine del giorno. La votazione è stata rapida, perché nessuno ha chiesto la parola. Quindi, non ho potuto fare altro che chiudere la sessione della seduta consiliare. Per quello che riguarda tali interrogazioni, ho chiesto che in futuro non se ne propongano a valanga e ho spiegato che avrò un occhio di riguardo per quelle presentate dall'opposizione».
La prossima settimana entrerà nel vivo la questione del bilancio. Tuttavia, ieri c’era tutto il tempo per discutere della spaccatura del centrosinistra sul Terzo Valico.
«Sugli interventi Guerello ha ragione - ha replicato il consigliere Pdl Matteo Campora - ma non era necessario chiedere la parola, perché nel concreto era già stato concordato istituzionalmente nelle riunioni dei capigruppo. Piuttosto, siamo rimasti stupiti dal fatto che il presidente non abbia inserito all'ordine del giorno quella mozione di Fds, doriani e grillini, sulla moratoria per i lavori del Terzo Valico. Un documento che si sarebbe potuto tranquillamente discutere in aula, ma che evidentemente la giunta di Doria non ha voluto ammettere in aula per contrasti all'interno della maggioranza. È a dir poco strano che il presidente super partes possa apparire come uno che fa gli interessi politici di una parte e non di una parte della stessa parte o dell'opposizione, quando gli stessi consiglieri di sinistra avevano già illustrato ai media il contenuto della mozione dei doriani contro le politiche della giunta Doria».
Inoltre, sulla questione dei gettoni e delle poltroncine nelle commissioni, ieri a Tursi c'è stato un altro scontro diretto fra centristi e grillini. I consiglieri del movimento 5 stelle, infatti, dopo essersi impegnati in conferenza dei capigruppo per votare a favore dell'ordine del giorno, hanno votato «niet» e il capogruppo leghista Edoardo Rixi si è astenuto.
«Non si possono prendere impegni istituzionali con i capigruppo dei partiti - spiega Alfonso Gioia (Udc-Misto) - e poi in sede di assemblea consiliare votare contro. Altrimenti le conferenze dei capigruppo non servirebbero più a niente e potrebbe essere un caos. I grillini si devono rendere conto che non siamo in un'assemblea condominiale».
«Evidentemente c'è stato un fraintendimento - dice l'ex candidato sindaco dei 5 stelle Paolo Putti - perché avevamo chiaramente spiegato che volevamo ridurre del 50 per cento il numero dei consiglieri, e quindi dei gettoni, presenti nelle commissioni. Successivamente si era trovato l'accordo per una riduzione tra il 20 e il 30 per cento. Il qui pro quo è stato il numero dal quale si è partiti per arrivare ai 250 delle delle sette commissioni. Noi volevamo partire da 280, ridurre a circa 150, ma eravamo disponibili al compromesso di 200. Invece, gli altri gruppi sono evidentemente partiti da 329 ovvero dal numero dell'amministrazione Vincenzi, che contava otto commissioni e cinquanta consiglieri in sala rossa. In ogni caso, nelle commissioni noi ci presenteremo con la metà dei consiglieri, perché tutti quei numeri non sono necessari».