Tursi: «I disagi alla GestLine? Tutta colpa dei cittadini»

L’assessore Liccardo: «Code inutili solo per risparmiare un euro. Se vogliamo incassare, qualcuno deve soffrire»

Roberta Bottino

Quanto peso hanno le monete da un euro nei portafogli dei genovesi? Tanto, se si pensa a quanto sia difficile di questi tempi arrivare alla fine del mese. Decisamente poco, a sentire l’assessore al Bilancio del Comune Luigi Liccardo: «Mi dispiace dirlo ma se per risparmiare un euro c’è chi sopporta code lunghissime, allora è giusto che non si lamenti». Parole pronunciate mica al bar, ma in consiglio comunale, nel bel mezzo delle polemiche sollevate in merito ai disagi che da tempo i contribuenti subiscono davanti agli sportelli della Gestline in via D’Annunzio, con tanto di svenimenti, tafferugli e intervento delle forze dell’ordine per sedarli.
Ad accendere la miccia è stato un articolo 38 presentato da Roberto Garbarino di Forza Italia e da Patrizia Poselli di Rifondazione Comunista. A gran voce dall’aula rossa di palazzo Tursi si è levata la richiesta di più chiarezza e di maggiori garanzie. «Abbiamo il dovere di controllare che questi servizi funzionino» avverte il capogruppo azzurro Giuseppe Costa. An dal canto suo ritiene che sia uno spettacolo umiliante vedere ogni giorno code interminabili di persone, soprattutto anziani, costretti a restare in piedi per ore e ore anche sotto le intemperie. «Poveri disgraziati» incalza Emilio Pratolongo di Liguria Nuova, mentre il capogruppo della Lega Nord Edoardo Rixi sottolinea il fatto non trascurabile che le lettere spedite dal Comune a migliaia di cittadini sono incomprensibili e necessitano di avere alle spalle uno studio legale per interpretarle.
Piena solidarietà ai contribuenti anche da parte del sindacato di base Rdb che si sente vicino a tutti coloro che, seppur in regola, si sono visti recapitare a casa avvisi di pagamento e che chiede «un rilancio dei servizi finalizzato all’efficacia e non al profitto».
Se tutto il consiglio comunale si schiera contro, l’assessore al Bilancio difende invece a spada tratta la società di riscossione tributi e scarica la colpa su buona parte dei genovesi che spesso creano code inutili solo per chiedere semplici informazioni: «Il 65 per cento di chi si reca agli sportelli della Gestline lo fa per pagare - spiega Liccardo -, ma un buon 10 per cento chiede solo informazioni e il resto ritira documenti». Per Liccardo la Gestline non ha commesso errori e lo dimostrano i controlli che l’Agenzia delle Entrate ha effettuato nei confronti della società, non riscontrando nulla di sbagliato. Poi, rivolgendosi ai consiglieri, Liccardo chiede: «Vogliamo incassare i crediti o no? Se vogliamo incassarli qualcuno dovrà inevitabilmente un po’ soffrire. Il dovere del cittadino è quello di pagare e quello del Comune è incassare i crediti». Quindi, i genovesi paghino e sopportino, parola di assessore. Solo che a chiedere spiegazioni e a ritenere allucinanti le code in via D’Annunzio sono anche i consiglieri di maggioranza, che a gran voce hanno sottolineato le gravi carenze organizzative e di funzionamento della Gestline.
Sarà per questo che ieri alla fine Liccardo ha promesso, almeno questo, che Tursi prenderà provvedimenti per ampliare gli uffici e aumentare il numero degli sportelli aperti al pubblico. «Tentiamo di smussare una parte dei disservizi che purtroppo si sono verificati - spiega -. Per prima cosa la Gestline chiederà di ampliare gli uffici: entro la fine di febbraio passeremo dagli attuali 70 posti a 150 e verranno aggiunti altri 6 sportelli. Abbiamo anche concordato di portare in periferia la notifica degli atti che attualmente sono fatti, quando la gente non è in casa, in via Adamoli. La prossima settimana apriremo uffici in tutte le sedi delle circoscrizioni, con la presenza della ditta che attualmente fa le notifiche. Credo che questi uffici resteranno aperti tutti i giorni compreso il sabato mattina, così chi abita per esempio a Nervi non dovrà più recarsi in via Adamoli ma potrà restare nella circoscrizione più vicina a casa».