Tursi, merendine no global in sala rossa all’ora del tè

Paola Balsomini

In Comune è già stata soprannominata la «battaglia delle merendine». Non quelle che la nonna preparava con tanta cura ai nipotini, ma i classici snack che attentano alla linea e consentono la pausa lavoro negli uffici. Ma a Tursi oggi non si parlerà di calorie e apporti nutritivi ma di dolcetti e bevande rigorosamente «equo solidali». Quelle, insomma, che vengono dal mercato parallelo. Grazie a questo «standard» decisamente anomalo una ditta di Bergamo si è aggiudicata la gara indetta dal Comune per la gestione di 129 distributori negli stabili e negli uffici pubblici genovesi, lasciando fuori le aziende del capoluogo ligure specializzate nel settore (Gedam, Odac, Lbs, Pit Stop Matic, Gedag e Automatica Settentrionale) che hanno proposto i «vecchi» spuntini.
Così Roberto Garbarino, consigliere di Forza Italia, ieri ha proposto un’interpellanza e oggi si recherà in giunta con tanto di vocabolario: «Porterò lo “Zingarelli“ perché devo capire bene - spiega - quali siano i parametri per valutare se una merendina è “equo solidale“ oppure no. Mi sembra che siano state avanzate richieste un pò anomale per l’assegnazione dell’appalto. Solo in caso di prodotto proveniente dal mercato parallelo venivano assegnati quaranta punti, mentre soltanto quindici per l’assistenza. Quindi non sono stati presi in considerazione elementi importanti come quello della pulizia. Se il Comune voleva assegnare il lavoro a loro amici poteva dirlo senza far perdere tempo a tutti gli altri». Ma Garbarino non si ferma qua e per oggi, durante il consiglio, ha in serbo una sorpresa. E c’è anche chi è stato beffato nonostante la scelta di proporre unicamente prodotti del marcato parallelo: «Quella di non vendere i soliti snack - spiega Mauro Ceccati, della Gedam - poteva anche essere un’idea innovativa ma poi sono state poste in secondo piano caratteristiche altrettanto importanti, quali le innovazioni tecnologiche degli impianti, la pulizia e le capacità dei macchinari».
Come già anticipato da Il Giornale, il risultato dell’appalto anomalo indetto da Tursi sarà quello di barrette senza ogm e merendine di cioccolato «Companera», prodotte in Svizzera, importate da Bolzano, smerciate a Bergamo e consumate in Liguria: «A Genova stanno accadendo cose strane - spiega Gianni Fagliano, responsabile del Servizio Clienti dell’Automatica Settentrionale - visto che ultimamente molti degli appalti di Tursi vengono affidati a ditte di fuori Genova. Saranno anche aziende più grosse con strategie di mercato diverse ma adesso è spuntata anche questa storia dell’equo solidale. Poi c’è anche l’aspetto della distanza. È possibile che tutte le aziende liguri magari lontane tre chilometri dai i punti strategici non riescano a rispettare determinati parametri?».
Renato Penco, della Lbs, invece, si preoccupa per i posti di lavoro: «Non voglio entrare in polemica ma per cinque anni abbiamo servito la sede del Comune di via Ilva, fornendo alimenti di prima qualità, sempre freschi anche durante i giorni del G8 e adesso non abbiamo certo ricevuto un trattamento preferenziale, anzi». Comunque sia le biblioteche, gli uffici e molti dei centri sportivi genovesi dovranno adeguarsi: da oggi basta merendine «griffate» ma solo «alimenti solidali», magari prodotti nella vicina Svizzera.
(2 - continua)

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