Da Tursi messaggi antiBerlusconi

Costa (Fi): «Uso improprio degli strumenti dell’ente, intervenga il sindaco»

Stanno tutti e sessanta in un quadrato, faccia per faccia e chi non li conosce: politici, ministri, sindaci, portavoce, giornalisti, uomini di chiesa e cantanti. «United coglions of Berluscon» recita la mail che gira per la Rete galvanizzando il popolo dei navigatori di sinistra. C’è chi si diverte così. Ma c’è chi non potrebbe. Almeno, non utilizzando la posta elettronica dell’ufficio. Tanto più se l’ufficio si trova a palazzo Tursi, settore sport e manifestazioni del Comune.
È datato 4 ottobre 2004, il messaggio che un’impiegata s’è divertita a inoltrare ad amici, colleghi e conoscenti, tutti o quasi pure loro assunti in enti pubblici. testo: «Bella la nuova pubblicità di Benetton».
Benetton naturalmente non ne può nulla, ma non è questo il punto. Il punto è che il Comune è piccolo e la gente mormora e qualcuno non ha gradito. Così, gira che ti rigira per mesi, la mail è arrivata, con tanto di allegato stampato a colori, sul tavolo di beppe Costa il capogruppo di Forza Italia. veda un po’ lui che farsene. E lui non ci ha pensato su due volte.
Ha scritto un testo di fuoco e lo ha mandato al sindaco con raccomandata a mano. Oggetto: «Uso improprio e scorretto degli strumenti della civica amministrazione». A Giuseppe Pericu, l’azzurro chiede che, «previo accertamento dei fatti, si prendano i provvedimenti che le norme che sovrintendono alla pubblica amministrazione impongono ai suoi tutori». Il tutto «riservandomi ogni altra azione in merito». Spiega Costa che qui non si tratta tanto dell’attacco al presidente del Consiglio, «che non ha bisogno di essere difeso», quanto dell’uso della posta elettronica del Comune non proprio consono a un’impiegata del Comune. Tanto più che il messaggio «offende il paese e la Città di Genova», visto che è stato inoltrato ad altri enti pubblici.
«Non cerco il licenziamento di nessuno, sia chiaro - chiarisce Costa -. Chiedo però una verifica dei fatti e un deferimento alla commissione disciplinare, perché ci sia almeno un richiamo al rispetto dell’ente e a un serio utilizzo degli uffici, perché qui si rischia di dare una cattiva immagine del Paese e del Comune di Genova».
Solo una cosa salverà l’impiegata di fronte alla commissione che dovrà darle la tirata d’orecchie disciplinare: la mail è stata inviata alle 13.50, cioè non in orario di lavoro ma in pausa pranzo.