Tursi nega il Pantheon alla Medaglia d’Oro

Il figlio Italo: «Mio padre era diventato fascista a 9 anni e lo è rimasto fino a 90 per coerenza. È questo che non gli perdonano»

(...) con l’amministrazione comunale» cui i familiari si erano rivolti per poter seppellire il congiunto al Pantheon dei genovesi illustri, a Staglieno. Niente da fare: vista inutile l’attesa di una risposta, «saremo costretti - dichiara amaramente Italo - a traslare la salma a Trieste, dove già riposa la moglie. Ha vinto, mi sembra chiaro, l’ostracismo nei confronti di un militare che, durante la Seconda Guerra mondiale, affondò tre navi nemiche, e non volle cambiare fronte». Ferraro fascista, dunque: il massimo degli insulti, anche se - rivela Italo - «mio padre divenne fascista a 9 anni e continuò per coerenza fino a 90, per così dire alla napoletana, con molto sorridente buon senso». Eppure, molti sanno (ma fingono di dimenticare) che Ferraro è lo stesso «soldato» che non ha mai aperto il fuoco contro un italiano. Eppure molti sanno (ma fingono di dimenticare) che Ferraro aiutò molti «dell’altra parte» a mettersi in salvo. Eppure molti sanno (questo sì, non possono dimenticarlo) che Ferraro, dopo il conflitto, «inventò» la subacquea, il corpo dei pompieri sommozzatori, i sub di Carabinieri e Guardia di Finanza, e un’impresa, la Cressi, che portò a 200 dipendenti e alla leadership mondiale nel settore... Eppure molti sanno, o dovrebbero sapere, che l’allora sindaco Adriano Sansa conferì alla Medaglia d’Oro la cittadinanza onoraria. Oggi, invece, dal Comune nemmeno una risposta. «Subito dopo i funerali, a seguito di una mia interrogazione - sottolinea il capogruppo di An in consiglio comunale, Gianni Bernabò Brea - il sindaco Giuseppe Pericu in persona dimostrò apertura nei confronti della sepoltura al Pantheon. Evidentemente hanno vinto le sinistre che, già allora, si erano dette contrarie». Ma Gianni Plinio, capogruppo di An in Regione, non si rassegna e promuove la costituzione di un comitato per la titolazione di una via o di una piazza a Luigi Ferraro: «È uno dei figli migliori di Genova e della Liguria. Apprendere ora che a causa della sconcertante insensibilità dell’amministrazione comunale gli viene negata la sepoltura al pantheon è motivo di tristezza. Solo la cialtroneria -conclude Plinio - può negare a un Uomo come Luigi Ferraro gli onori che gli sono dovuti. Del resto, da una giunta tanto zelante nel sostenere la realizzazione di un monumento a Carlo Giuliani ben poco c’era da aspettarsi».